CHIESE STORIA

Abbazia di San Domenico, mille anni di un luogo ricco di storia

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Quello del frusinate è un territorio ricco di luoghi religiosi di grande rilevanza. L’Abbazia di San Domenico, a Sora, è uno di questi. Con i suoi mille anni di vita è uno dei siti di culto importanti del basso Lazio. Nel corso dei secoli, monaci e fedeli hanno trovato riparo all’interno delle sua mura ed hanno professato il loro credo, ma non senza difficoltà e grandi momenti di crisi.

La figura di San Domenico

Domenico nasce a Foligno nel 951, a cavallo tra due millenni, in un periodo complesso e di grandi trasformazioni per la penisola italica. È in questi anni che si cominciano a vedere i segni di frattura tra lo Stato della Chiesa e l’Impero, tra quelli che più tardi saranno i Guelfi e i Ghibellini. Il periodo di formazione di Domenico trascorre sotto la protezione dei monaci benedettini. Nel 974 prende i voti e dà avvio al suo peregrinare in vari territori del centro Italia.

San Domenico Statua
Statua di San Domenico (Sora). Fonte: maiapeligna.it

Nel corso della sua vita San Domenico ha fondato 5 eremitaggi, 8 monasteri per gli uomini e uno per le donne. Gli ultimi vent’anni li ha trascorsi nella neonata comunità di Sora fino al giorno della sua morte, avvenuta il 22 gennaio del 1031. Le sue spoglie riposano nella cripta della Basilica.

Origini della Chiesa di San Domenico

La fondazione risale al 1011 e le sue fondamenta poggiano sulle rovine di quella che era una delle ville di Marco Tullio Cicerone. Originariamente la chiesta era dedicata alla “Beata Madre di Dio e Vergine Maria”. In un secondo momento, per volere di Papa Pasquale II, a questo nome è stato affiancato quello di San Domenico. Nel 1222, Papa Onorio, nel tentativo di riformare le abbazie benedettine, fa accorpare il monastero di San Domenico a quello di Casamari.

San Domenico Dall'alto
Immagine storica dell’Abbazia vista dall’alto

Nel 1229 l’Abbazia di San Domenico rimane vittima dei conflitti tra Papato e Impero. Federico II, per punire Sora per il suo appoggio alla Chiesa, fa radere al suolo la città. Sarà solo il primo dei tre attacchi distruttivi dell’Imperatore, avvenuti nel 1238 e 1240. Alcuni ritengono che le tre bande nere sullo stemma del comune di Sora siano a ricordo della distruzione.

Storia recente

Le difficoltà non finiscono. Nel 1652 la comunità monastica viene soppressa. Solo nel 1833, quasi 200 anni più tardi, un gruppo di frati verrà reinsediata a San Domenico. Con il Regno d’Italia le cose non migliorano. I monaci vengono espulsi di nuovo e i beni confiscati; verranno riconsegnati nel 1871. Il terremoto del 1915 è un altro duro colpo ma la comunità non si arrende.

Abbazia Di San Domenico
Facciata della Chiesa di S. Domenico prima del terremoto del 1915

Tra il 1947 ed il 1972, c’è un rifiorire delle attività: il monastero viene destinato alla formazione degli aspiranti monaci. Nel 2011 si celebrano i mille anni dalla fondazione e San Domenico viene insignita del titolo di Basilica Minore.

Stile della Basilica di San Domenico

La Basilica di San Domenico ha uno stile romanico, con pianta a croce latina e tre navate, sul fondo tre absidi. Il presbiterio è posto più in alto ed è raggiungibile attraverso una scalinata. Al di sotto vi è, invece, la cripta a cui si accede tramite due ingressi laterali. Quest’ultimo è un ambiente che ricorda una piccola chiesa con tre navate e file di colonne molto antiche ma di stili differenti.

Abbazia di San Domenico - cripta
Cripta di San Domenico. Fonte: Medioevo.org

Sul fondo si trovano i tre vani della absidi, al centro delle quali si trova l’altare con le spoglie del santo. Esternamente la facciata ha subito dei cambiamenti in seguito al terremoto del 1915: oggi presenta una parte centrale più alta delle due laterali e sul portale al centro spicca un rosone. Lateralmente, un campanile a base quadrata svetta sul panorama circostante.

Contatti

Il sito religioso è visitabile tutti i giorni dalle 9:00 alle 19:00. Per tutte le informazioni sulle celebrazioni e conoscere meglio le attività basta visitare il sito .

Martina Shalipour Jafari

Autore: Martina Shalipour Jafari

Il mio nome è Martina e sono una giovane giornalista italo-iraniana. La mia passione più grande è la lettura: Faletti, Tolkien, Austen e Orwell sono i miei pilastri. Nel tempo libero mi piace passeggiare ed occuparmi dei miei amici a quattro zampe.
Abbazia di San Domenico, mille anni di un luogo ricco di storia ultima modifica: 2019-10-07T09:00:06+02:00 da Martina Shalipour Jafari

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