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Balie ciociare, il latte che ha allevato l’aristocrazia e la nobiltà italiana

Balie Ciociare- dipinto di una balia

Balie ciociare, donne che hanno fisicamente cresciuto la classe dirigente di questo paese e che la modernità ha in parte dimenticato. La Ciociaria ha dato al “Bel Paese”, robuste donne che lasciando le proprie famiglie, sono andate ad allattare e a crescere figli di altre famiglie.

Balie Ciociare- giovane donna che allatta

Di origini modeste, e provenienti dai tanti paesi della cintura frusinate, queste donne di origini contadine, furono ampiamente reclutate alla fine dell’ottocento; per entrare in palazzi di famiglie nobili e ricche, creando il “baliatico”. Per quel latte ricercato come un nettare prezioso e ricco, nonostante il sacrificio di stare lontane da casa, queste donne erano trattate spesso come regine. Le balie, erano considerate perle di Ciociaria, provenienti tutte dai paesi che fanno da corona a Frosinone, come Veroli, Ferentino, Pastena, Alatri e tanti altri.

Balie ciociare, le migliori d’Italia

Le balie ciociare tuttavia, non avevano la reputazione di essere tra le migliori al riguardo per una moda del periodo; erano sottoposte a un’accurata analisi del loro latte. Entrare nelle stanze più intime e occuparsi di principi e figli del gotha dell’aristocrazia italiana non era semplice. Ragion per cui le balie, erano sottoposte a vari esami accurati, per accertare le qualità nutritive del latte, e il loro stato di salute generale.

Balie Ciociare - balia che allatta

Le visite mediche non erano che un passaggio obbligato, prima del quale però c’era il reclutamento; pilotato da una figura molto diffusa nel frusinate, non solo per le balie: il “sensale”. Il sensale non era l’uomo che nelle campagne contrattava bestiame da macellare, ma in questo caso una donna, che poteva essere anche una levatrice. Esisteva una contrattazione, che generalmente era molto vantaggiosa per la balia, che intravedeva un’ottima opportunità di guadagno.

Compensi delle balie ciociare

Si è molto favoleggiato sul salario delle balie ciociare, che effettivamente erano retribuite molto bene, cionondimeno non è mai stato possibile quantificare un compenso medio. Queste donne certamente guadagnavano anche il triplo rispetto a molti uomini. In realtà lo stipendio non comprendeva solo una somma in denaro, che andava quasi tutta “al paese” per la famiglia e per costruire una casetta.

Balie Ciociare - Gina Lollobrigida con in braccio il figlio

Milo, il figlio di Gina Lollobrigida che ebbe una balia ciociara

Le balie spesso erano talmente benvolute, e considerate così preziose che si cercava di trattenerle con molti regali, come vestiti su misura, coralli, e biancheria. Le donne ciociare sono sempre state famose per spilloni d’oro, coralli, specie i girocolli e i pregevoli orecchini; che spesso ricevevano in dono dalle famiglie in cui erano impiegate. Potevano ricevere ventimila lire di stipendio, senza considerare somme extra per piccole spesse, regali costosi, come bustini, foulard, e ventagli, che costituivano un “bel gruzzolo”, che nessun operaio avrebbe mai guadagnato all’epoca.

Dalle ciocie alle scarpe

Le balie ciociare avevano anche la possibilità d’aumentare i loro introiti. Il compenso raddoppiava, con l’allattamento del secondo bimbo, poiché aumentava considerevolmente la portata lattea; inoltre la balia era considerata ormai esperta veterana nella cura dei bambini. Raramente queste donne potevano visitare la famiglia, poiché non si voleva rischiare che restassero incinte del marito.

Balie Ciociare - Elettra Marconi

la piccola Elettra Marconi, che fu allattata da una balia ciociara, nella foto con la mamma e l’ing, Guglielmo Marconi

Tuttavia quando tornavano, ben vestite, con scarpe da città, ben diverse dalle belle ciocie, antiche, ma rurali, con nuovi coralli, suscitavano ammirazione. Le donne delle campagne ciociare, abituate alla dura fatica dei campi, erano generalmente di sana e robusta costituzione; tali dovevano restare, per non rischiare di contagiare il lattante e si cercava di non farle allontanare anche per questo. Non vedere la famiglia era straziante, ma la sicurezza di un lauto guadagno era irrinunciabile in quei tempi così aspri.

Il sistema del “tocco” e dello “schizzo”

Alcune famiglie scrupolose, in un’epoca di tradizioni e superstizioni, non si fidavano solo della “sensale”, o delle analisi, ma pretendevano ben altro. Non era raro usare il sistema del “tocco”, un metodo poco ortodosso; constava nel far accomodare aspiranti balie su delle seggiole in un ambiente buio, in cui la madre del neonato palpava le mammelle delle candidate selezionandole. Partendo da una terra che offriva pochissimo, le balie si sottoponevano a queste selezioni ben volentieri.

Balie Ciociare - Ira Fustemberg

Ira Fustemberg, allattata da una balia ciociara

Per avere un posto di lavoro, queste donne facevano anche la prova dello schizzo! Da sedute, si premevano un seno e quella che schizzando aveva il getto più potente, anche di diversi metri, lasciava tutti a bocca aperta. Ma chi erano queste balie ciociare? Che nome avevano? In realtà ciò che conta è considerarle come una forza lavoro che ha costruito tasselli importanti di questa terra, al contempo ha allevato le classi dirigenti.

Balie ciociare in famiglie nobili e aristocratiche

Il carattere tendenzialmente affabile, e affettuoso delle donne ciociare, tendeva a farsi benvolere dalle famiglie in cui lavoravano. S’instauravano rapporti d’amicizia, duraturi nel tempo, nonché affetto e tanta riconoscenza.

Balie Ciociare - Mafalda di Savoia

la principessa Mafalda di Savoia, che fu allattata da una balia ciociara

Nonostante l’amarezza di lasciare i figli nelle campagne, facendoli crescere da altri per guadagnare, le balie ciociare erano comunque affettuose e amate dai bimbi allattati. Ricordiamo la balia Vincenza D’Amico di Collepardo, che allattò Elettra Marconi, figlia dell’ingegner Guglielmo Marconi. Oppure la bella Celeste Carinci, che allattò Milo, il figlio di Gina Lollobrigida, o Loreta e Carolina Cerelli; sorelle di Veroli che allattarono Ira Fustemberg e lavorarono da Susanna Agnelli.

Balie Ciociare - latte in polvere

Molto nota è anche Vincenzina Stirpe, tra le balie ciociare più celebri, che allattò la principessa Mafalda di Savoia, figlia del re Vittorio Emanuele III, e della regina Elena di Montenegro. La diffusione del latte in polvere ha lentamente fatto sparire la pratica del baliatico, che tuttavia resta nella storia.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi.
La scrittura è parte di me; amo la letteratura, esplorare i mutamenti del costume, la storia, lo sport, e l’arte. Mi piace visitare i musei, le mostre. Sono affascinata dall’inconoscibile e curiosa del mondo.

Balie ciociare, il latte che ha allevato l’aristocrazia e la nobiltà italiana ultima modifica: 2019-01-31T09:00:04+01:00 da Simona Aiuti

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