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MEMORIA STORIA

Capodanno per gli antichi romani con pani dolci e frutta secca

Capodanno per gli antichi romani - Banchetto con cibi tipici

Capodanno per gli antichi romani era una festa importantissima, infatti, s’invitava a pranzo parenti e amici. Era in quest’occasione, che il sacro fuoco si rinnovava nel tempio di Vesta. La fiamma doveva ardere perennemente; poiché lo spegnersi, avrebbe significato la fine di Roma.

Capodanno per gli antichi romani

Rinnovare quella fiamma, durante il Capodanno dell’Impero Romano era importantissimo. Tuttavia i riti e i festeggiamenti non avvenivano solo al tempio, ma anche per le vie e in casa. Il banchetto, specie in queste occasioni, prevedeva un antipasto, 3 primi, 2 secondi e 1 dolce. La convivialità poteva durare anche sei ore; con spettacoli, comprendenti comici, danzatori, poeti e giocolieri.

Capodanno per gli antichi romani - Accoglienza Della Vestale nel tempio
accoglienza della vestale

L’abitudine era di aprire il banchetto con l’uovo e chiuderlo con frutti come una mela. Durante il pasto si beveva poco vino, in attesa del brindisi finale. S’iniziava con il vino mielato, poi antipasti con ortaggi, accompagnati da salse acri e piccanti, oppure salsicce, ostriche e ricci di mare. Molto diffusi, specie per le feste, radicchio, carote, capperi, insalate, mortadelle o polpette. C’era sempre maiale, agnello, selvaggina e pesce. Si continuava con frutta fresca o secca; dolci, o focacce al formaggio.

Vino mielato

La condivisione della carne era molto importante. Le carni più utilizzate erano quelle di bue e di maiale, cervo, di asino selvatico, cinghiale e ghiro; ricercatissimo nelle tavole dei ricchi. Molto utilizzata la selvaggina, come (tordi, piccioni fenicotteri, cicogne e le gru. Piatto molto ricercato era il pavone e il fagiano. La carne si preparava arrosto, in umido e ripiena, con salse di vario genere.

Capodanno per gli antichi romani - Tempio con la vestale e il fuoco
vestale custude del fuoco

Non mancavano formaggi freschi e secchi e dolci con aggiunta di miele, farina e frutta. Nei grandi banchetti i piatti di carne o di pesce, venivano preparati nei modi più fantasiosi; e i cuochi sfoderavano la loro arte, servendo piatti a base di carne camuffati in modo che avessero l’aspetto di uno stupendo pesce alla griglia o sotto forma di vere e proprie sculture a tema mitologico. Ma anche i frutti di mare, asparagi, scampi, pasticcio d’ostrica, lepre, pavoni, pernici frigie, murene e storioni.

Garu

I romani amavano molto consumare formaggi o funghi direttamente sopra una focaccia. Ad un certo punto arrivavano cibi più leggeri ma fortemente speziati, per stimolare la sete. Cominciava un dopocena  al quale si potevano aggiungere nuovi ospiti. Non poteva mancare il “ calix”, infine, sovente con manici; avendo una funzione simile alla nostra coppa da spumante.

Melograno - doni del capodanno romano

Alla fine della serata viene utilizzato per raccogliere, a mo’ di fagotto, gli avanzi della cena che gli ospiti portano a casa, secondo una consuetudine tranquillamente accettata. Poi al momento del commiato il padrone di casa gratifica i suoi ospiti con apophoreta, cioè piccoli doni, come unguenti, olii ed essenze profumate, a ricordo del banchetto. Tra le salse, il più importante era il garum, ottenuto dalla macerazione sotto sale di interiora di pesce con olio, vino, aceto e pepe. Esso era presente in quasi tutti i piatti.

Tombola e unguenti profumati per Capodanno per gli antichi romani

Tra le verdure, si consumavano: lenticchie, fave, ceci, piselli, lattughe, cavoli, carote, rape, cipolle, zucche, carciofi e asparagi (più rari), cetrioli, erbe lassative come malve e bietole, menta e funghi (boleti) i quali erano molto ricercati. Le olive erano presenti sia sulle tavole dei ricchi sia dei poveri. La frutta oltre che consumata fresca veniva utilizzata anche per ricavarne marmellate, importante per la preparazione di dolci. Il vino aveva un’importanza particolare per i Romani in quanto era la bevanda più amata e concludeva tutte le cene.

Capodanno per gli antichi romani - Vestale che porta il fuoco fuori dal tempio

C’era una tavola per acqua e vino, insomma riservata ai recipienti. Le tavole erano coperte da una tovaglia. Non mancava mai la saliera, l’aceto. Sempre presenti gli stuzzicadenti. Oltre a vasi di fiori freschi, per le feste c’erano addobbi e festoni. Gli anfitrioni più raffinati collocavano nell’ambiente dei bruciaprofumi. piccoli doni come unguenti, oli ed essenze profumate che venivano sorteggiati tra gli invitati.

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Capodanno per gli antichi romani con pani dolci e frutta secca ultima modifica: 2022-01-01T07:00:00+01:00 da simona aiuti

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