I FRUSINATI RACCONTANO FROSINONE

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ARTE PERSONAGGI

Cavalier d’Arpino,un arpinate alla conquista dell’Urbe

Cavalier D Arpino Autoritratto

Il Cavalier D’Arpino, al secolo Giuseppe Cesari, è uno degli artisti più celebri del frusinate. Nato nel 1568 ad Arpino, patria di Cicerone, possiamo considerarlo un uomo tra due secoli e tra due stili. Attento al rispetto della tradizione rinascimentale, è sempre aperto a quelle che sono le più recenti innovazioni, formando nella sua bottega, pittori che segneranno un’epoca. Primi fra tutti, Caravaggio e Guido Reni.

Arpino
Veduta di Arpino, provincia di Frosinone
Autore: Gerry Scappaticci licenza CC BY 2.0

A garantirgli il successo, oltre al suo talento innato, la volontà dei genitori di trasferirsi a Roma alla ricerca di una vita migliore. È nell’Urbe che il Cesari comincia a fasi notare grazie anche ai favori di Papa Gregorio XIII. Quest’ultimo, padre di Giacomo Boncompagni, Duca di Sora, prende sotto la sua ala protettiva il giovane artista facendolo ammettere all’Accademia Artistica di San Luca.

Cavalier d’Arpino, il pittore dei Papi

La carriera del Cavalier D’Arpino è segnata da diverse figure papali. Il già citato Gregorio XIII, Sisto V, Clemente VIII e, in ultimo, Paolo V. È grazie a loro che l’arpinate riuscirà ad avere importanti commissioni, lasciando opere meravigliose negli edifici più visitati di Roma. Tra questi spiccano Trinità dei Monti, le Basiliche di Santa Maria Maggiore e di San Giovanni in Laterano, la chiesa di San Luigi dei Francesi.

Battaglia Dei Romani E Dei Veienti
Battaglia dei Romani e dei Veienti – Roma -Musei Capitolini- pubblico dominio

Tuttavia, quello che viene considerato il suo capolavoro si trova nel Salone dei Conservatori del Campidoglio. Ci sono voluti quarant’anni affinché potesse portare a termine la “Battaglia dei Romani e dei Veienti” dipingendo le gesta della Roma antica. Particolarità dell’opera è che il Cesari ha scelto di rappresentare anche se stesso tra i partecipanti alla battaglia. Ancora più interessante la volontà di schierarsi tra le fila dei veienti piuttosto che tra i romani.

Gioie e dolori dell’essere il Cavalier d’Arpino

L’essere l’artista di punta di quel periodo aveva, come abbiamo visto, i suoi vantaggi. Alla sua ascesa come pontefice, Papa Clemente VIII Aldobrandini, commissionò al Cesari alcuni affreschi nella maestosa villa Belvedere di Frascati in costruzione in quel periodo. Lo stesso Papa gli chiese di disegnare anche alcuni progetti per la cupola di San Pietro.

Frascati Villa Aldobrandini
Villa Belvedere della famiglia Aldobrandini a Frascati
Autore: FlickreviewR licenza CC BY 2.0

Ma c’è anche l’altra faccia oscura della medaglia. Nella sua vita, infatti, l’artista arpinate ha conosciuto anche il carcere. L’accusa che gli era stata rivolta era di possesso illecito di armi, di cui in realtà era un collezionista. Uno stratagemma, si pensa, utilizzato dal neo-eletto Papa Paolo V per entrare in possesso della sua collezione di quadri. L’accusa cadde in cambio della donazione della raccolta stessa che oggi possiamo ammirare presso la Galleria Borghese.

Le opere del Cavalier d’Arpino nel frusinate

Tra i suoi committenti, il Cesari può vantare nomi facoltosi. L’Imperatore Rodolfo II di Asburgo, così come sovrani di Francia e Spagna hanno potuto godere della sua maestria. Nonostante fosse così affermato e ricercato, il Cavalier d’Arpino non ha mai dimenticato la sua terra d’origine a cui ha donato molte sue opere. Alcune sono visibili all’interno della Chiesa di San Michele Arcangelo nella sua città natia. Un’altra tavola è presente all’interno della Basilica di Santa Maria Salome a Veroli. Risalivano al 1615 delle trattative per la realizzazione di alcuni mosaici all’interno all’Abbazia di Montecassino, commissione che non è riuscito ad ottenere. Tuttavia i bozzetti erano arrivati sino ai giorni nostri prima di andare persi definitivamente a seguito dei bombardamenti del 1944 delle forze alleate.

Curiosità sulla figura del Cesari

Giuseppe Cesari deve il suo titolo di Cavalier d’Arpino in seguito alla nomina ricevuta nel 1600 di Cavaliere di Cristo voluta dal Papa. Il governo francese, a sua volta, ha voluto omaggiare l’artista con il titolo di San Michele. Inoltre, non bisogna dimenticare la sua adesione alla Congregazione dei virtuosi al Pantheon; accademia pontificia che aspirava al progredire delle arti e delle lettere.

Cavalier d’Arpino,un arpinate alla conquista dell’Urbe ultima modifica: 2020-02-07T08:00:00+01:00 da Martina Shalipour Jafari
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