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Cultura e Identità, per difendere l’arte e la storia italiane

Cultura e identità - Locandina Dell'evento in Provincia

Cultura e Identità in conferenza a Frosinone nel palazzo dell’Amministrazione Provinciale; dove il movimento culturale ha intinto la penna nell’inchiostro tricolo

Cultura e identità - Gruppo del direttivo

C’eravamo anche noi e il movimento ha presentato se stesso e il suo organigramma come associazione; che ha come scopo la difesa, la promozione e la diffusione dell’italianità a tutto tondo.

Cultura e identità

Talvolta nel tempo, la nostra identità culturale, si è ingiallita, sbiadendo; come pagine di vecchi libri che nessuno ha voluto più sfogliare per inedia. Qualche foglio strappato per via di legami dissolti; per colpa dell’emigrazione italiana che oggi tenta di riannodare i fili della propria memoria storica. E’ come se milioni di italiani si guardassero indietro. Cercando le proprie orme, di un popolo che è la matrice dell’intera civiltà occidentale. Questo è un popolo che è deciso a ritrovarsi. Difendere l’Identità e promuovere la Cultura più intrinseca; vuol dire guardare al futuro in modo concreto.

Cultura e identità - la platea della sala conferenze

Come abbiamo sperimentato negli ultimi decenni, non può esserci un avvenire per le nuove generazioni se non si riscoprono, valorizzano e rispettano; le vestigia e se se non si difendono le tradizioni più autentiche. Essere Italiani significa essere nati da centinaia di nuclei diversi sul territorio.

Cultura ciociara da difendere

Eppure, anche se distanti geograficamente, siamo interconnessi; uniti da una matrice “italica”.  Il 28 giugno era presente anche il Senatore Ruspandini. Da tempo è impegnato nel difendere l’identità culturale del nostro territorio; così come il presidente Edoardo Sylos Labini, Presidente di “Cultura e Identità”. E’ stato al teatro Manzoni di Milano, che è nato il manifesto del movimento culturale; che oggi è presente dal Trentino, fino in Sicilia.

Cultura e identità - logo del movimento

Le città identitarie sono diventate il mantra del movimento; che vuole riscoprire e far emergere una ricchezza intrinseca che non ha pari nel mondo. Il mezzo e forse il fine, è quello di voler riavvicinare i figli di questa Italia all’arte, riabituandoli alla bellezza, alla dolcezza della musica e alla fluente melodia pura della lingua italiana; come espressione di un canone eterno inarrivabile. Secondo il Manifesto del movimento, la cosa pubblica, la “res publica”, dovrebbe farsene carico.

Edoardo Sylos Labini presidente di Cultura e identità

Diventando quindi vettore di diffusione e rendendo quindi anche obbligatorie fin dalla scuola materna; tutte le materie artistiche per i bambini. Educare al bello, all’arte significa raffinare il gusto e abituare i più piccoli ad apprezzare, difendere e valorizzare a loro volta ciò che li circonda. L’arte italiana è la culla in cui nasciamo e ogni bambino da quella culla, dovrebbe avere gli strumenti per erigere un castello.

Tende azzurro polvere - Ruspandini che interviene in conferenza

Come accadeva un tempo, #Culturaeidentità vuole promuovere tra gli imprenditori il mecenatismo; come accadeva già nelle corti rinascimentali. Non dimentichiamoci che senza quei mecenati, non avremmo palazzi, chiese e zone museali che oggi sono così preziose per noi. Ciò migliorerebbe l’armoniosa crescita; e le invenzioni della libera impresa. Dobbiamo rilanciare il valore artistico del territorio, armonizzando la qualità della cultura e la sua diffusione capillare.

Massimo Ruspandini

Un altro mantra è “italianizzare”, favorendo, incentivando e premiando il ritorno in Patria degli intelletti italiani; che per vari motivi indipendenti dalla loro volontà si trovano all’estero. Dobbiamo restituire la storia italiana più autentica agli stessi italiani; lottando per la sovranità di tutti i popoli senza alcuna distinzione. Infine, si deve consentire e favorire l’inserimento di chi vive una disabilità in un contesto sociale e culturale; abbattendo ogni barriera esistente. Un’identità culturale infine che può e che deve emergere anche attraverso il “Festival di Cultura e Identità”. Dobbiamo e vogliamo far rivivere i nostri borghi. Per farlo non è utopia pensare di ospitare tra l’altro, anche in pianta stabile gli emigranti di ritorno; così come gli italo discendenti che desiderano spesso studiare, lavorare e vivere in Italia, per le radici più profonde da riscoprire. Per legarci ancora di più alla terra del nostro essere italiani. 

Cultura e Identità, per difendere l’arte e la storia italiane ultima modifica: 2021-06-30T08:00:00+02:00 da simona aiuti

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