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Domenico Ricciotti e il sogno della Repubblica Romana

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Domenico Ricciotti, cugino del più noto Nicola, merita di essere ricordato come personalità di spicco frusinate. Nella “festa della Repubblica”, non possiamo non evocare la Repubblica Romana. Domenico nasce nel capoluogo ciociaro agli inizi dell’800 e pur essendo piuttosto giovane, in un’epoca di tumulti e “Risorgimento”, nel 1821 fa la staffetta coadiuvando i temerari cugini in fuga.

Domenico Ricciotti

Solo un paio d’anni dopo, rimasto orfano di padre, per volere della madre, studia nell’archiginnasio della Sapienza a Roma. Scrive in modo febbrile; con una penna agile e volitiva. Indipendente, non ama i legacci di una cultura clericale che un po’ lo soffoca. E’ il 1825 e il frusinate scrive dei versi riguardanti la Bolla di Indizione del Giubileo di papa Leone XII. Sono versi di uno studente, ma rivelativi.

Domenico ricciotti - Palla Di Cannone a Roma
Palla di cannone francese -fonte foto – Wikipedia – Sailko – CC BY-SA 3.0

Solo qualche anno dopo però si scontra con la censura dello Stato Pontificio. Scrive un’opera sul fondamento degli stati. Tuttavia la segreteria di Stato lo frena in modo deciso. Affrontare il tema del rapporto tra religione e stato, non gioca a suo favore. Scrive ancora e cerca di aggirare la censura. Va avanti la sua vita e convola a nozze con Adelaide Belletti da cui ha cinque figli. Procede anche la sua carriera e non è più uno studentello.

Domenico Ricciotti e la Repubblica Romana

A Roma, il frusinate è quindi a capo del rione Trevi, poi del Sant’Eustachio e Pigna; essendo arrivato in carica tra i vicepresidenti regionali di polizia. Tuttavia è nel 1846 che arriva ad essere dirigente generale di polizia; nella veste di consigliere di monsignor Morandi. La carriera non si arresta e arriva a capo dell’ufficio giudiziario e Direttore Generale degli affari Penali; nonché direttore degli Istituti di Prevenzione e Pena.

Domenico Ricciotti - Battaglia Di Novara in un dipinto
fonte foto – Wikipedia – Pubblico Dominio

Oggi che festeggiamo la Repubblica, notiamo una particolare coincidenza. Poiché con il giungere del 1849, Domenico Ricciotti, nell’ambito della neo Repubblica Romana, arriva a capo della Polizia Repubblicana. Ahimè si sa che la Repubblica Romana ebbe vita breve. I francesi mantengono in carica Ricciotti, ma non la pensa così la locale commissione di Censura, che lo inquisisce. La commissione lo trasferisce ad altro incarico, che egli rifiuta. Domenico non si spaventa dalle pressioni senza appello del Cardinale Antonelli.

Nicola Ricciotti

Senza pensarci due volte, parte esule volontario per Parigi, dove può respirare un’aria più liberale. Ritrova i cugini ed ex deputati della Costituente della ormai “caduta” Repubblica Romana. Parliamo di Carlo Marcocci e Carlo Kambo. Ricciotti deve pur guadagnarsi da vivere e lo fa scrivendo, qualcosa che gli è congeniale come passione. Scrive romanzando delle opere, cantando gli amori di Paris e Vienna, amanti fedeli. Ma anche Il figlio di Genoveffa e la terribile fine di Golo.

Domenico Ricciotti - Curva Zallocco di Frosinone

L’opera completa è stata pubblicata soltanto nel 1914 a New York per iniziativa del nipote omonimo. Tuttavia, solo qualche anno dopo torna in patria. A quanto pare dopo un periodo di “penitenza”, il papa lo ha non solo perdonato, ma anche reintegrato nel suo incarico. Eppure l’animo liberale del ciociaro non è mutato e non è domo. Al riguardo vuole celebrare con una sua opera “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria.

Carlo Bonaparte

La Roma clericale vuole imporgli una sorta di autocensura. Avrebbe dovuto condannare nell’opera i delitti politici. Questa volta Domenico si rifiuta categoricamente. La faccenda si protrae, passa il tempo e trova un “escamotage”, senza venir meno alle sue idee per arrivare alla pubblicazione. Domenico Ricciotti da lì a poco avrebbe lasciato le sue spoglie mortali. Però, prima riesce infine nell’intento di pubblicare nel 1869, con l’ausilio del cardinale Luigi Luciano Bonaparte; fratello di Carlo Bonaparte, anch’egli membro della costituente della Repubblica Romana. Già, la Repubblica!

Domenico Ricciotti e il sogno della Repubblica Romana ultima modifica: 2021-06-02T08:00:00+02:00 da Redazione

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