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La Befana molto sentita nel Lazio, dalle origini romane

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La Befana, una festa molto più antica di quanto si possa immaginare. Nella regione Lazio un tempo era davvero sentita e molte fabbriche, enti e associazioni, si davano un gran da fare per confezionare regali per i bambini. Questa vecchina, che arriva e si associa ai Re Magi il sei gennaio, fa parte della nostra storia, ma nell’origine, affonda le radici, nella nostra di Roma.

La Befana

L’origine della Befana è strettamente connessa a un insieme di riti propiziatori pagani, risalenti al X-VI secolo a.C. Interconnessa ai cicli stagionali legati all’agricoltura di tutto lo stivale, si manifesta attraverso un’antica idolatria del dio Mitra. Gli antichi Romani celebravano loro i riti, e li associavano al calendario romano, officiando l’interregno temporale tra la fine dell’anno solare, fondamentalmente il solstizio invernale; e la ricorrenza del Sol Invictus.

La Befana - la befana con il sacco di doni

Così si chiamavano con appellativi religiosi, diverse divinità nel tardo Impero romano. La dodicesima notte dopo il solstizio invernale, si celebrava la morte e la rinascita della natura attraverso Madre Natura. I Romani credevano che in queste dodici notti, che rappresentano i dodici mesi del calendario; delle figure femminili volassero sui campi coltivati. Ciò propiziava la fertilità dei futuri raccolti, da cui il mito della figura femminile divina. Secondo alcuni, il riferimento era in Diana, la dea lunare.

La Befana e i Re Magi

Ella non era solo legata alla cacciagione, ma anche alla vegetazione. Mentre secondo altri fu associata a una divinità minore chiamata Sàtia (dea della sazietà); oppure Abùndia (dea dell’abbondanza). Un’altra ipotesi collegherebbe la Befana con una antica festa romana, che si svolgeva sempre in inverno, in onore di Giano e Strenia, da cui deriva anche il termine “strenna”. Durante questa festività, ci si scambiavano regali.

La Befana - Befana Con Gatto e il reattore

La Befana si richiamerebbe anche ad alcune figure importate della stessa mitologia germanica; come ad esempio Holda e Berchta, sempre come una personificazione al femminile della stessa natura invernale, ma volante. Tra corsi e ricorsi storici, a partire dal IV secolo d.C., la Chiesa di Roma cominciò a condannare tutti riti e le credenze pagane; definendole un frutto di influenze sataniche. Queste sovrapposizioni diedero origine a molte personificazioni, che sfociarono, a partire dal Basso Medioevo; nell’attuale figura della vecchietta a cavallo di una scopa.

Sol Invictus

Eppure nei secoli altre figure femminili erranti hanno portato doni ai bambini, come nella festività di Santa Lucia a dorso di mulo. Da secoli tuttavia, la vecchietta assimilabile ad una donna buona e magica, benché benevola, è stata associata a una strega. Ella è da sempre rappresentata su una scopa volante, antico simbolo poliedrico. La scopa di saggina rimanda alla purificazione delle case, e delle anime da mondare, in previsione della rinascita della prossima stagione.

La Befana - la befana con il gattino

In seguito però, la scopa di saggina prese la definitiva nomea di strumento di stregoneria. Anche se, nell’immaginario collettivo, la Befana cavalca la scopa al contrario, cioè tenendo le ramaglie davanti a sé; quindi bonaria. L’aspetto da vecchia sarebbe anche una raffigurazione simbolica dell’anno passato che va dimenticato. Condannata quindi dalla Chiesa; l’antica figura pagana femminile fu accettata gradualmente nel Cattolicesimo, come una sorta di dualismo tra il bene e il male. 

Cenere e carbone

Già nel periodo del teologo Epifanio di Salamina, la ricorrenza dell’Epifania cadde proposta alla data della dodicesima notte dopo il Natale; assorbendo così l’antica simbologia numerica pagana. Oggi il sei gennaio, si appendono e si vendono tante calze piene di dolcetti. Resta la tradizione del carbone dolce; come monito. Che siano buoni i bimbi, perché nella calza potrebbero trovare poco, o solo “cenere e carbone”. Già, un tempo nelle campagne, i bambini potevano trovare qualche mandarino; frutta secca, noci e nocciole, ed era già tanto!

La Befana molto sentita nel Lazio, dalle origini romane ultima modifica: 2021-01-06T08:00:00+01:00 da simona aiuti

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