CULTURA STORIE

Le brigantesse del sud impavide donne che incutevano timore

Le brigantesse - Brigantessa Con Neonato

Le brigantesse erano le temute donne del capo, andavano rispettate, ed erano spregiudicate con grande potere. Vestite spesso come uomini, indossavano pantaloni, camicia, cappellaccio, e non mancavano le armi che sapevano ben maneggiare.

Le brigantesse

Le brigantesse hanno scorazzato per tutta l’Italia del sud, e quindi anche nel Lazio meridionale; territorio in cui nel decennio post-unitario, alcune fuori legge hanno fatto il bello e il cattivo tempo. Le donne che si davano al brigantaggio, indossavano anche l’abito tipico tradizionale, solo che tendevano a renderlo un po’ pacchiano, come del resto i mariti.

LE brigantesse - una Druda dopo la razzia

Aggiungevano medagliette, gioielli ottenuti con furti e rapine, oppure scialli variopinti, e pezze di lana colorata avvolti alle gambe sotto i lacci delle ciocie. Davanti alla macchina fotografica esponevano fucili, pistole e sotto le vesti, avevano sempre il pugnale. Erano piene di ninnoli e senza scrupoli. Quasi tutte finirono nelle mani della giustizia, ma alcune hanno venduto cara la pelle. Spesso alle donne era risparmiata la pena di morte, che lasciava il posto al carcere duro. Dicevano d’essere diventate brigantesse “per forza o per amore”, ma in realtà molte inseguivano libertà e avventura.

La brigantessa

Sono state tante nel sud, come Olimpia Cocco di Scifelli, l’amante di Luigi Alonzi, alias Chiavone, brigante di Sora; nella cui abitazione gli insorgenti filo borbonici si riunivano per studiare piani e azioni belliche. Oppure Maria Capitanio di San Vittore del Lazio, figlia di famiglia ricca, catturata, processata, e prosciolta, grazie una cauzione di 1500 lire. Indomita fuggì ancora.

Le brigantesse - Ciccilla la brigantessa

Si favoleggia ancora di quel donnone di “Rosa”, moglie del capobandito Cedrone, imponente nel fisico. Combatté vestita da uomo, e durante uno scontro a Veroli tra briganti e granatieri, per un possidente di Filettino rapito, Rosa entrò nella leggenda. La brigantessa stava tentando di saltare un fossato quando scivolò. Fu sovrastata da un soldato e per salvarsi finse la resa. Lo sbirro si avvicinò e proprio in quell’istante, Rosa afferrò per il collo il malcapitato per strangolarlo. Intervenne un secondo milite che le sparò freddandola.

Le brigantesse in Ciociaria

Qui in Ciociaria ci sono stati molti casi di brigantesse audaci e coraggiose che si muovevano in abiti maschili. Anche il brigante Giuseppe Schiavone s’innamorò della bella Filomena e lasciò per lei Rosa Giuliani; ma ciò non accadde solo per l’avvenenza della brigantessa, ma probabilmente anche per via del valore da lei dimostrato sul campo di battaglia. La spietatezza e l’abilità nel maneggiare le armi erano il suo forte.

Le brigantesse - Pistola maneggevole

Ricordiamo Maria Maddalena De Lellis alias la “Padovella”, che si dette alla macchia per amore e nella banda, acquistò subito una posizione primaria. Padovella sapeva scrivere e poteva chiedere riscatti anche con orecchie recise. Molti briganti non calcavano la mano con le compagne, perché sapevano di cosa potevano essere capaci. Basta pensare a Nicolina Licciardi, una brigantessa che una volta, braccata dai piemontesi, trovandosi in una grotta, fu vittima e carnefice di tragedia.

Brigantaggio e drude nel sud

Il suo compagno, un certo Bizzarro, sfracellò contro le pareti della caverna il loro figlio neonato, perché piangeva. Il pianto poteva attirare le guardie. Nicolina non pianse, rimase di ghiaccio. Scavò con le mani una fossa per seppellire il figlioletto, restando a guardia della tomba tutta la notte.

Le brigantesse - Brigantessa Ferita

Lo fece per evitare lo scempio degli animali selvatici che infestavano la zona. Attese il sonno di Bizzarro, gli sottrasse il fucile e gli fece saltare le cervella, sparandogli in un orecchio. Decapitato il bandito, ne avvolse la testa in un panno, si diresse a casa del governatore del luogo, e arrivata lanciò il macabro trofeo. Incassata la taglia, ritornò sui monti e di lei si perse ogni traccia per sempre! Altre hanno affrontato un lungo periodo di carcere duro, senza mai rinnegare la scelta fatta, il più delle volte, solo per amore.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi.
La scrittura è parte di me; amo la letteratura, esplorare i mutamenti del costume, la storia, lo sport, e l’arte. Mi piace visitare i musei, le mostre. Sono affascinata dall’inconoscibile e curiosa del mondo.

Le brigantesse del sud impavide donne che incutevano timore ultima modifica: 2019-08-28T08:00:43+02:00 da Simona Aiuti

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