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L’ostia incarnata di Alatri e il “Corpus Domini”

L’ostia incarnata di Alatri - immagine del reliquiario

L’ostia incarnata di Alatri, un miracolo che ha attraversato mille anni, giungendo fino a noi.

luoghi d'arte - San Paolo cattedrale di Alatri

In molti, leggendo dell’evento miracoloso verificatosi in Ciociaria, saranno andati con la mente a Bolsena, dove accadde qualcosa di simile e suggestivo.

L’ostia incarnata di Alatri

Esiste un documento in cui è descritto l’evento, ed è la bolla inviata da Gregorio IX al vescovo diocesano Giovanni V. Esso riporta la data del 13 marzo 1228; nota come Fraternitatis Tuae”. Siamo pressappoco nell’epoca del Concilio Lateranense IV del 1215. In quell’occasione era stata definita la dottrina della Transustanziazione.

L’ostia incarnata di Alatri - affreschi con Fumetti descrittivi

Chi si reca nella cattedrale di Alatri, può osservare e leggere la vicenda narrata in modo chiaro, semplice e “moderno”. Sulle pareti della chiesa vi sono degli affreschi evocativi, che catturano l’attenzione del pellegrino. Si racconta come una favola, tuttavia veritiera, di una ragazza, fomentata da una vecchia cattiva. La ragazza stava vivendo un amore non corrisposto e aveva trovato conforto in una cattiva consigliera. L’atto sacrilego, doveva servire per conquistare l’amore di quel ragazzo. L’anziana, forse “fattucchiera”, aveva spinto la sconsiderata fanciulla a compiere quel “furto”, una maga, come soluzione.

L’ostia incarnata di Alatri e Il Corpus Domini

Secondo la tradizione, il sacrilegio sarebbe avvenuto nella nostra Chiesa parrocchiale di Santo Stefano di Alatri. Le serviva una particola consacrata, con cui preparare un filtro amoroso, ma sacrilego. L’anziana istigò la fanciulla, che nel momento di ricevere l’eucaristia trattenne in bocca la particola. Andando via, l’avventata ragazza, nascose in un panno l’ostia consacrata, nascondendola per poi consegnarla alla vecchia donna.

L’ostia incarnata di Alatri - Colloquio con la vecchia strega

Il panno restò in un’arca o madia per il pane per qualche giorno. Quando la ragazza andò a recuperare il panno e il suo contenuto, trovò un pezzo di carne umana. Quindi, malconsigliata, e convinta di poter riottenere l’amore del ragazzo per cui spasimava, La ragazza, andò a Messa e fatta la comunione, riuscì a portare a casa l’Ostia consacrata. Qualche giorno dopo grande fu lo stupore e anche lo spavento; invece dell’ostia bianca trovò un’Ostia di carne viva.

Miracolo di Bolsena

Attonita e pentita per il suo gesto sacrilego e sconsiderato. Fuggì dalla casa spaventata, e corse dal sacerdote. In lacrime confessò il suo gesto. Il parroco andò subito a prelevare quel panno e lo portò al Vescovo Giovanni V. Egli scrisse immediatamente al sommo Pontefice Gregorio IX, per chiedere cosa avrebbe dovuto fare in proposito, consegnando al vescovo il frammento di carne ancora sanguinante.

L'ostia incarnata di Alatri - Lastra Di Marmo Di Bolsena
Una delle lastre di marmo – Bolsena- fonte foto – Wikipedia – Mathiasrex – CC BY-SA 4.0

L’evento suscitò grandissimo scalpore e la reliquia del miracolo è ancora oggi conservata nella cappella a essa dedicata. Chi volesse vedere l’urna, potrà trovarla nella navata destra della cattedrale di San Paolo ad Alatri. Poco tempo dopo, il Vescovo di Alatri lesse la “Bolla” del Papa al clero e naturalmente anche al popolo. Infine mostrò l’Ostia incarnata, tenuta tra due batuffoli di ovatta di colore scuro; in un tubicino di vetro dell’altezza di cm. 4. Quest’ampollina di vetro chiusa e in un ostensorio-reliquiario in una nicchia.

Duomo di Orvieto

Orbene, dal 1228 la preziosa reliquia è ancora lì, come carne viva in un prezioso ed evocativo reliquiario. La si può adorare nella cappella del transetto destro della cattedrale di San Paolo. Nel fusto dell’ostensorio-reliquiario, di metallo dorato, sta scritto: “Il Verbo si fece carne e abitò fra noi”. Il pensiero di molti, come dicevamo, andrà sicuramente a Bolsena, oppure al meraviglioso Duomo di Orvieto, dove in una preziosa nicchia, c’è un altro panno, con delle evidenti macchie di sangue. Un sacerdote boemo, che arrivava in Italia nel 1263. Preso dai dubbi, se ci fosse davvero il sangue e il corpo di Cristo nell’Eucarestia, presso Bolsena celebrò messa. L’ostia sanguinò. Poco tempo dopo Papa Urbano VIII dichiarò la soprannaturalità del fatto. L’11 agosto del 1264 proclamò per tutta la chiesa, la solennità del Corpus Domini. Quel miracoloso panno si trova tutt’ora nel Duomo di Orvieto.

Fonte foto – Simona Aiuti

L’ostia incarnata di Alatri e il “Corpus Domini” ultima modifica: 2021-01-30T08:00:00+01:00 da simona aiuti

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