ARTE CHIESE

Madonna del Buon Consiglio nelle mani del restauratore

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La Madonna del Buon Consiglio, ritenuta della scuola “di Giulio Romano, o di Raffaello Sanzio”, è stata protagonista di un evento prodigioso.

madonna del buon consiglio - Restauri
esempio di restauro

“La Madonna apriva gli occhi e guardava i fedeli, poi il viso diveniva colore vermiglio. Alle volte l’occhio sinistro che guardava il Bambino si velava di pianto”. Nel 1995, don Giuseppe Giancarli, per la prima volta pensò di dare incarico a un professionista per un restauro del quadro; custodito presso la Chiesa di San Benedetto.

Madonna del Buon Consiglio

La Madonna del Buon Consiglio, nel 1797 scampò alla sciagura. I soldati napoleonici distrussero e saccheggiarono la chiesa, rubando la corona che dovette quindi essere rifatta. In seguito il quadro nascosto, fu riesposto al pubblico il 5 ottobre 1863. Nel 2014 un altro furto sottrasse le corone, poco dopo rifatte e ricollocate.

madonna del buon consiglio - cornice smontata

Tornando in epoca moderna, Don Giancarli, dopo aver chiesto i dovuti permessi, previo nulla osta della sovrintendenza competente, consegnò il dipinto al restauratore Francesco Antonucci. Da secoli nessuno aveva toccato il dipinto prodigioso e nemmeno era stato mai staccato dalla cornice. Dopo averlo portato nel laboratorio, smontato la “macchina”, ovvero la cornice, bisognava agire con molta cautela per mettere mano all’opera.

madonna del buon consiglio - vari pezzi scomposti

Il primo intervento riguardava il consolidamento e ripristino della cornice intagliata in legno antico. Era necessario rinsaldare La “macchina” settecentesca, composta di varie parti, e ristabilire i colori.

Francesco Antonucci restauratore

Sulla tela invece, era necessario operare un lavoro molto importante, poiché dalle analisi preventive, emergeva che si trattava di un quadro in tempera grassa. Secondo Antonucci, il dipinto è stato eseguito nel passaggio pittorico dalla tecnica a tempera, alla pittura a olio. Quindi il restauratore si trovava davanti a una tempera grassa; una tecnica che è un passaggio storico-artistico intermedio.

madonna del buon consiglio - Restauratore
Gustav Berger- ideatore della tecnica di restauro moderna

Questo elemento ha consentito di stabilire precisamente una datazione del “piccolo capolavoro”. Una volta individuata la tecnica, si è valutato che risultava molto sensibile all’umidità. Antonucci sapeva che se avesse usato la colla a caldo, l’opera si sarebbe probabilmente rovinata nel tempo. Il restauratore decise allora di usare una tecnica moderna ma efficace e consolidata, ideata da Gustav Berger, la Beva 371. Si tratta di un prodotto a base di etilenvinilacetato, paraffina, resina chetonica, al 40%, di contenuto solido in solventi alifatici e aromatici.

Arte del restauro

La reintegrazione delle parti di pittura mancanti è stata possibile con selezione cromatica ad acquerello. La tecnica usata, prevedeva di usare una combinazione con l’apposito diluente 372, che forma un adesivo reversibile con buona elasticità e stabilità chimica. L’opzione eseguita sul dipinto prodigioso frusinate, ha dato dei risultarti eccellenti.

madonna del buon consiglio - Francesco antonucci restauratore
Il restauratore Francesco Antonucci sotto il dipinto riportato all’antico splendore

A tal proposito dopo molti anni, la tela non presenta alcuna criticità. Dunque è stato possibile dare al dipinto un consolidamento della superficie, dopo aver però asportato le coroncine cucite e la collana in grani. Riguardo le due corone, entrambe erano in argento dorato ad amalgama di mercurio. I fregi sono stati puliti, lucidati, ed è stata aggiunta una struttura in plexiglas, in modo da proteggere la tela. Delle pietre, due probabilmente erano rubini. In ordine di tempo, quello presente a Frosinone, dovrebbe essere il secondo in stile bizantino che raffigura la Madonna con Bambino.

Dipinti mariani e Madonna del buon consiglio

Un altro dipinto molto simile è presente a Genazzano (RM). Da questa iconografia sono nate poi tantissime copie.

madonna del buon consiglio - il quadro dopo il restauro
la tela dopo il restauro

Il lavoro vero e proprio è durato circa tre mesi. Vibrante è ancora l’emozione davanti al dolce viso della Madonna da parte di chi amorevolmente ha ridato splendore. Ricordiamo anche che Francesco Antonucci si è occupato di restaurare l’intera chiesa interna di San Benedetto, l’edificio sacro più antico del capoluogo ciociaro.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi. La scrittura è parte di me; amo la letteratura, esplorare i mutamenti del costume, la storia, lo sport, e l’arte. Mi piace visitare i musei, le mostre. Sono affascinata dall’inconoscibile e curiosa del mondo.
Madonna del Buon Consiglio nelle mani del restauratore ultima modifica: 2019-10-09T08:00:19+02:00 da Simona Aiuti

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