Maggio dedicato a Maia dai Romani e agli sfrenati Floralia - itFrosinone

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Maggio dedicato a Maia dai Romani e agli sfrenati Floralia

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Maggio dedicato a Maia e ai Feralia, si connota oggi di festeggiamenti come in epoca romana. Proprio il I maggio, si celebrava l’abbondanza, sperando in messi copiose e animali ben nutriti che assicuravano la sopravvivenza. Ogni I maggio si offriva al Dio Vulcano, in sacrificio una scrofa gravida, in modo che anche la terra fosse gravida di frutti.

Maggio dedicato a Maia

Il nome maiale deriva quindi da Maia, dal latino “sus maialis. A Roma questa ninfa si identificava con una Dea italica preesistente, Maiesta (da cui la parola maestà) o Maia. Le fu dedicato un mese, quello di maggio. Si evince quanto fosse venerata questa divinità in epoca arcaica. La Dea Maia era così importante che la Chiesa si dovette adoperare moltissimo per cancellarne il ricordo molto vivo; dedicandolo a un’altra Vergine, cioè alla Madonna.

Maggio dedicato a Maia - Trionfo Di Flora del Tiepolo

In ogni caso Mercurio fu partorito da Maia. Anticamente la verginità non indicava uno stato fisico ma anche uno stato mentale. La Vergine era colei che non aveva marito e pertanto libera di andare con chi volesse; tanto è vero che la vergine in senso fisico veniva chiamata la “Virgo intacta”. Mentre i Floralia, noti anche come Ludi Florales, erano delle feste celebrate dal 28 aprile al 3 maggio; dedicate alla fioritura delle messi.

I Floralia

Floralia  erano feste in onore del culto della dea Flora, protettrice dei boccioli e delle fioriture. La prima celebrazione risale al 238 a.C. a opera degli edili plebei; come responso oracolare, appartenente alla consultazione dei Libri sibillini, a causa di una carestia. I Floralia si contraddistinguevano per le cerimonie sfrenate. Durante le celebrazioni si poteva bere più del dovuto e si facevano tanti scherzi. I rituali dei primi cinque giorni comprendevano le rappresentazioni del teatro latino; spesso collegate alle festività religiose. L’ultimo giorno era la volta dei giochi del circo.

Maggio dedicato a Maia - donna che porta doni

Le donne si abbigliavano con colori sgargianti imitando il colore dei fiori. Mentre gli uomini si adornavano il capo con ghirlande. Durante i festeggiamenti dei Floralia vi era la pratica di spogliarsi da parte delle attrici. I festeggiamenti continuavano al Circo Massimo, e si spargevano semi di fave o lupini offrendoli a Flora, considerata anche Dea della Fertilità.

Festività Romane e Maggio dedicato a Maia

Le cerimonie erano connotate da una smisurata allegria. Eppure tali festeggiamenti goliardici non erano visti di buon occhio dai moralisti. Si lanciavano dei semi e dei legumi sulle persone; e si creava una pioggia di lupini e ceci per simboleggiare la fecondità. Al termine dei Floralia si compieva poi un ultimo e particolarissimo ritoSi lasciavano vagare per i campi delle capre e delle lepri e successivamente gli si dava la caccia. Erano degli animali dannosi per il raccolto e di conseguenza venivano sacrificati in segno di buon auspicio.

Maggio dedicato a Maia - Sposi che si baciano nelle feste romane

Questa Dea romana e italica, fu protettrice della fioritura dei cereali, delle piante utili all’alimentazione, come i vigneti o alberi da frutto. Ma nel tempo anche considerata dea della Primavera. Secondo Marco Varrone fu Tito Tazio a introdurre a Roma il culto di Flora. Il Tempio in onore della dea si trovava, invece, nei pressi dell’attuale piazza Barberini. 

Ministra di Cerere

Mentre, nel 17 d.C., l’imperatore Tiberio consacrò un tempio dedicato alla dea presso il Circo Massimo; ricostruito sulle rovine di quello precedentemente innalzato dagli edili Lucio e Marco Publicio. Alla dea Flora è anche dedicata la fondazione della città di Firenze, la Florentia Romana. La figura della dea Flora è davvero molto antica, infatti, era venerata sia dai Sabini che dai Vestini. Tuttavia la dea si celebrava anche presso il popolo italico dei Sanniti. Qui, Flora, si menziona nella Tavola di Agnone con il nome Fluusai KerriiaiFlora di Cerere. A Roma  la dea, si considerava ”ministra di Cerere”. La traboccante presenza ovunque del culto presso svariati popoli italici è indizio di un’arcaica esistenza della figura, percepita come dea della fioritura primaverile. Erano delle feste vivacissima, forse anche troppo e di conseguenza non erano accettate da tutti. I cristiani per esempio sopportavano molto poco questi riti pagani e li condannavano.

Circo Massimo

Anche i pagani più moderati però non vedevano di buon occhio i Floralia. Erano dei riti troppo estremi perfino per coloro che veneravano la dea. Tuttavia i Floralia sono durati per tantissimo tempo. Alcune testimonianze raccontano che venivano praticati addirittura nel 400, in un momento in cui era stato restaurato il maestoso tempio sull’Aventino per scongiurare nuovamente una terribile carestia.

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Maggio dedicato a Maia dai Romani e agli sfrenati Floralia ultima modifica: 2022-05-02T07:00:00+02:00 da Redazione

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