PERSONAGGI STORIA

Marco Tullio Cicerone, un arpinate dalla fama destinata all’eternità

Marco Tullio Cicerone - busto

Quella di Marco Tullio Cicerone è la vita di uno strenuo difensore della Repubblica romana e di un uomo dalle grandi doti oratorie. Ma la sua storia non ha inizio nell’Urbe. In realtà le sue origini affondano ad Arpinum, in località Ponte Olmo, lì dove Fiume Fibreno e Liri si incontrano. Oggi, sulle fondamenta della sua villa, sorge la bellissima Abbazia di San Domenico, al confine tra il comune di Sora ed Isola del Liri. È qui che Cicerone vide la luce nel 106 a.C.

Formazione e avvio di carriera di Marco Tullio Cicerone

Cicerone non rimane ad Arpinum per molto. Presto si trasferisce a Roma dove si forma presso le migliori menti dell’epoca. In particolare, Lucio Licinio Crasso sarà di ispirazione per il suo futuro di oratore. Oltre alla legge si accosta allo studio del greco e alla filosofia, a quel tempo non molto amata dai romani perché favoriva l’otium. La carriera forense iniziò nell’81 a. C. e ben presto, a causa della sua professione, si attirò le inimicizie dei suoi avversari.

Certamen di Arpino - statua di Marco Tullio Cicerone
Statua del famoso oratore

Con l’orazione Pro Roscio Amerino, accusato di parricidio, provò l’innocenza di Roscio ma attirò su di sé l’ira di Silla, il vero assassino. Perciò dovette fuggire in Grecia, prima ad Atene dove visitò L’Accademia di Platone, poi Rodi e Delfi, per incontrare l’Oracolo. Contemporaneamente diede avvio alla carriera politica. Nel 76 a. C. si candidò alla questura; nel 69 a. C. fu eletto edile curule; nel 64 a. C. divenne Console.

Cicerone “Padre della Patria” e il primo Triumvirato

Durante il suo consolato la sfida più importante fu quella rappresentata da Catilina, nobile decaduto che aspirava a sovvertire l’ordine costituito. Per impedirglielo, Cicerone pronunciò 4 orazioni tra le più famose da lui prodotte, chiamate Catilinarie, con cui lo accusava pubblicamente. Sconfitto in battaglia, a Cicerone fu riconosciuto il titolo di Pater Patriae per il ruolo avuto nella vicenda. Ma una sfida più grande attendeva l’arpinate. La Repubblica romana era agonizzante e sul panorama politico si affaccia Cesare, che nel 60 a. C. darà vita al Triumvirato con Crasso e Pompeo.

Foro Di Roma
Foro romano

La guerra civile incombe. Cesare, varcato il Rubicone con l’esercito, prende il potere e Cicerone ripone le sue speranze in Pompeo al fine di arginarlo. Ma a vincere è Cesare a cui dovrà chiedere perdono pur di essere riammesso a Roma. Le Idi di Marzo mettono fine alla vita di Cesare ma le prove per Cicerone non sono finite.

Il secondo Triumvirato e morte di Cicerone

Marco Tullio Cicerone fu sempre un difensore della Repubblica e degli interessi degli aristocratici. Di altro avviso era Marco Antonio, che invece era a favore del popolo e aspirava a seguire l’esempio di Cesare. Secondo Cicerone, l’uomo giusto alla guida era Ottaviano, erede designato da Cesare. Ma le sue speranze scemano di fronte alla nascita del secondo Triumvirato composta da Ottaviano, Antonio e Marco Emilio Lepido.

Marco Tullio Cicerone - tomba
Tomba di Cicerone a Formia. Fonte: ledimoredelsole.com

È l’inizio della fine. In precedenza Cicerone, con la pronuncia delle Filippiche, aveva criticato duramente il suo nemico Antonio. Quest’ultimo non si fece sfuggire l’occasione di vendicarsi. Inserì Cicerone nelle liste di proscrizione e inviò i suoi sicari nella villa di Formia, dove l’arpinate si era rifugiato. Qui Marco Tullio Cicerone, morì nel 43 a. C. dopo essere stato decapitato.  

Vita privata di Marco Tullio Cicerone

Nonostante la grande passione per il suo ruolo pubblico Cicerone ebbe un altro amore: sua figlia Tullia. Frutto del matrimonio con la prima moglie Terenzia, morì giovane a seguito di un parto. Il dolore per la sua perdita lo portò ad un periodo di solitudine dal quale scaturì un’opera filosofica dal titolo Consolatio andata perduta. Per il figlio Marco avrebbe voluto una carriera da filosofo, speranza tuttavia disattesa dal suo rampollo il quale scelse la vita militare.

Martina Shalipour Jafari

Autore: Martina Shalipour Jafari

Il mio nome è Martina e sono una giovane giornalista italo-iraniana. La mia passione più grande è la lettura: Faletti, Tolkien, Austen e Orwell sono i miei pilastri. Nel tempo libero mi piace passeggiare ed occuparmi dei miei amici a quattro zampe.
Marco Tullio Cicerone, un arpinate dalla fama destinata all’eternità ultima modifica: 2019-10-21T09:00:17+02:00 da Martina Shalipour Jafari

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