CULTURA STORIA

Nicola Ricciotti, eroe risorgimentale frusinate, fucilato da eroe con i fratelli Bandiera

Nicola Ricciotti- ritratto di Nicola Ricciotti

Nicola Ricciotti nasce a Frosinone nel 1797, in quello che era allora lo Stato Pontificio, da una famiglia di notai, avvocati e medici. Agli albori dell’Ottocento a Frosinone, tra esponenti della borghesia più colta, non solo covava sotto la cenere il germe della Carboneria, come in molte altre parti della penisola, affascinata dal crescente patriottismo, ma tra la “meglio gioventù” viveva anche un certo radicamento della Massoneria.

nicola ricciotti - immagine di Ricciotti, Garibaldi e Mazzini

Nicola Ricciotti tra Giuseppe Garibaldi e Giuseppe Mazzini

Nicola Ricciotti dal temperamento esuberante, scalpitava per fare la sua parte. L’eroe risorgimentale possedeva un Caffè in Via della Peschiera, che ben presto diventò ritrovo segreto per i patrioti ciociari.

Nicola Ricciotti condivide gli ideali dei fratelli Attilio ed Emilio Bandiera

Sulle orme dei padri, molti giovani entusiasti volevano passare all’azione, e così iniziarono a riunirsi autofinanziandosi, aderendo ai moti insurrezionali oltre i confini dello stato della Chiesa. Con Nicola Ricciotti cospiravano i fratelli Giacomo e Domenico, l’avvocato Luigi Marcocci, cugino di Ricciotti, che farà poi parte poi della Repubblica Romana nel 1849.

Nicola Ricciotti - foto di Ricciotti Garibaldi

Ricciotti Garibaldi, figlio dell’eroe dei due mondi, chiamato “Ricciotti” in onore del patriota frusinate Nicola Ricciotti

Nel 1820, proprio Luigi Marcocci fu nominato Gran Maestro della Carboneria, e Nicola Ricciotti maestro ricevitore per le peculiarità dialettiche. Giacomo Ricciotti e Gaetano Giansanti nominati Maestri terribili, e Domenico Ricciotti Maestro guardia bolli e suggelli. Tra gli altri affiliati impavidi, Clemente Capitani, Paolo Sodani e Giovanni Battista Turriziani. La rivendita carbonara ciociara fu chiamata “Guerrieri e Seguaci di Pompeo”. Presto però le guardie del Papa allertate da qualche delatore intervennero.

Verso il Risorgimento

Verso il 1820 il clima era diventato incandescente e le autorità del tempo seguivano come ombre tutti i movimenti dei cittadini sospettati; si evince dal considerevole materiale relativo a Frosinone del 1820-21, presente nell’archivio Vaticano. Con un impulso che veniva da Napoli, i frusinati sobillati a insorgere, tentando di ottenere così un’annessione di Frosinone al Regno di Napoli agirono; anche se il Marcocci mirava ad altro, cioè avere una costituzione da parte del Pontefice.

Nicola Ricciotti - Nicola Ricciotti viene fucilato

Nicola Ricciotti viene fucilato con i fratelli Bandiera

La notte del 10 gennaio 1821, sfruttando l’assenza da Frosinone di alcuni funzionari, sette squadre di giovani armati, mossero da sette punti strategici della città, per poi unirsi con altri gruppi provenienti da paesi confinanti, per creare tafferugli presso Porta Campagiorni. La confusione, secondo il piano, avrebbe consentito ai reparti napoletani radunati nel frattempo a Falvaterra di entrare agevolmente in città, ma fallì miseramente.

Dal carcere al Risorgimento, fino all’estremo sacrificio

Nicola Ricciotti, il fratello Giacomo e alcuni altri compagni si rifugiarono a Pontecorvo. Qui Nicola si unisce come Ufficiale all’esercito napoletano, partecipando alla presa di Rieti. Sconfitti dagli Austriaci, i due fratelli Ricciotti si consegnarono alle guardie del Papa dopo cinque mesi dall’insurrezione fallita a Frosinone. Come era prevedibile, giunse la condanna; a morte per Nicola, commutata nel carcere perenne, carcerazione a vita per Giacomo e per Domenico dieci anni di reclusione.

Nicola Ricciotti - immagine di targa commemorativa

Nicola Ricciotti fu rinchiuso nella Fortezza di Civita Castellana, dove nel 1827 il fratello morì tra le sue braccia per un’infezione causata dalle catene che lo imprigionavano a polsi e caviglie. Nel 1831 Nicola Ricciotti ritrova la libertà per un’insperata amnistia concessa da Papa Gregorio XVI. Irrequieto, va in esilio in Corsica, dove conosce Mazzini, e partecipa ai moti del 1831. Braccato si rifugia a Marsiglia. Qui ritrova l’amico di ideale Mazzini e conosce Giuseppe Garibaldi, un incontro che per entrambi è una folgorazione per spirito combattente e ideali immensi. Nel 1833 Nicola Ricciotti aderisce alla “Giovine Italia”, giurando nelle mani di Mazzini, due anni dopo va in Spagna. Qui per dieci anni combatte contro i carlisti, ottenendo molti riconoscimenti e onori, compreso il grado di Colonnello di Fanteria. Nel 1844 su incarico di Mazzini, lascia la penisola iberica per preparare nuovi moti insurrezionali in patria.

Parabola finale

Raggiungendo la Calabria, Ricciotti si unisce ai Fratelli Bandiera nella spedizione nelle Calabrie. Proprio qui, il 25 luglio 1844 muore da eroe, fucilato con i fratelli Attilio ed Emilio Bandiera. Garibaldi, per via della grande amicizia, e dell’infinita stima per Nicola Ricciotti, nel 1847 chiama il suo quarto figlio “Ricciotti Garibaldi”. Nicola e gli altri,  giovani benestanti avrebbero potuto vivere tra benessere e comodità, ma l’ideale patriottico li spinse a osare.

nicola ricciotti - in evidenza il monumento dedicato ai martiri ciociari

monumento dedicato ai martiri ciociari

Essi tentarono di raggiungere libertà e democrazia per il popolo senza risparmiarsi, fino all’estremo sacrificio.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi.
La scrittura è parte di me; amo la letteratura, esplorare i mutamenti del costume, la storia, lo sport, e l’arte. Mi piace visitare i musei, le mostre. Sono affascinata dall’inconoscibile e curiosa del mondo.

Nicola Ricciotti, eroe risorgimentale frusinate, fucilato da eroe con i fratelli Bandiera ultima modifica: 2019-03-11T08:00:04+02:00 da Simona Aiuti

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