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Parco Nazionale d’Abruzzo, un tesoro naturalistico da vivere

PArco Nazionale D'Abruzzo - Parco

Tra le ricchezze appartenenti al frusinate non possiamo non citare il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Istituito l’11 gennaio 1923, comprende le province de L’Aquila, Frosinone e Isernia. È uno dei parchi più antichi d’Italia e rappresenta una tappa da non perdere per chi si trova in vacanza nel nostro territorio.

Lago di Barrea - L'immagine di Luigi_Alesi è sotto licenza CC BY-NC 2.0
Lago di Barrea – L’immagine di Luigi_Alesi è sotto licenza CC BY-NC 2.0 

Il parco copre una superficie di 50.500 ettari ed è raggiungibile tramite diverse vie di accesso. Dalla Marsica, grazie all’uscita di Pescina dell’autostrada A25; dal casello di Cucullo, un’alternativa molto panoramica e suggestiva attraverso la Valle del Sagittario. In alternativa c’è la strada statale 83 Marsicana che tocca, da nord a sud-est, tutti i principali centri abitati del parco. Per chi arriva dalla provincia di Frosinone, invece, la strada è quella attraverso il passo di Forca d’Acero.

Storia del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise affonda le sue radici già sul finire dell’800. L’isolamento dell’area aveva favorito la salvaguardia di diverse specie di flora e fauna. Per questo motivo, si era pensato di dare vita una riserva di caccia. La data della sua istituzione risale al 1873 ma la prima abolizione avviene nel 1875. Viene, poi, ricostituita nel 1900, fino al 1912, anno in cui venne chiusa definitivamente. Il dibattito sul destino della riserva non si attenua. La famiglia Sipari, principale promotrice della riserva di caccia, spinse affinché ci fosse la nascita di un parco nazionale sul modello di Yellowstone. Il primo piano di tutela del 1914 naufragò a causa dell’elevato costo del progetto. Ma i tempi erano maturi e nel 1923 la nascita del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise fu ufficiale.

La Flora del Parco Nazionale d’Abruzzo

La flora del Parco è quella tipica dell’area continentale ma non mancano elementi mediterannei, specialmente nelle aree ai confini del parco stesso. La vegetazione, ovviamente, varia in base all’altitudine e alla mano dell’uomo. Tra i 600 ed i 1000 metri circa, è possibile incontrare quelli che sono i segni dell’attività umana con la crescita di varie colture. A queste altitudini sono abbondanti i boschi di querce così come non mancano ornielli, aceri, meli selvatici e ciliegi.

Iris - L'immagine di cogdogblog è sotto licenza CC0 1.0
Iris – L’immagine di  cogdogblog è sotto licenza CC0 1.0 

A prevalere sono i boschi di faggio, che coprono 2/3 della superficie. Aceri di monte, aceri di Libelius, sorbi montani e maggiociondoli arricchiscono il paesaggio assieme al pino nero. Tipiche del paesaggio alpino sono la Scarpetta di Venere e la Corallorhiza trifida. Non manca la Betulla Pendula. In più, in questo parco, è avvenuta la scoperta di alcune specie endemiche: il giaggiolo marsicano (iris marsica) e la Festuca del Vallese (Festuca valesiaca).

La Fauna della riserva

Il simbolo del Parco Nazionale è l’orso bruno marsicano, il cui numero negli anni è diminuito. Ma non è l’unico grande mammifero della riserva. Il lupo appenninico è il predatore principale che conta tra i 40-50 esemplari. Il camoscio è un altro grande protagonista, difficile da vedere, e che vive principalmente sul monte della Camosciara. Cervi e caprioli erano estinti. Oggi sono numerosi in tutta l’area del parco grazie al reinserimento.

Orso marsicano - L'immagine di loriz è sotto licenza CC BY-NC 2.0
Orso marsicano – L’immagine di loriz è sotto licenza CC BY-NC 2.0 

A fargli compagnia ci sono anche i piccoli mammiferi come i gatti selvatici, faine, tassi e puzzole. Volpi, lepre, talpe, ricci e donnole sono molto comuni come il ghiro e lo scoiattolo. I cinghiali sono molto numerosi e rappresentano un grave problema. Non mancano i rettili come le vipere e le bisce, e i volatili, primi fra tutti i pipistrelli (con 13 specie differenti).

Curiosità

I 5 nuclei di faggete vetuste (dall’età media di 560 anni), sono riconosciuti Patrimonio mondiale dell’Umanità dal 2017. Per chi volesse trascorrere del tempo nel parco è possibile praticare molte attività. Escursionismo, trekking a piedi e a cavallo, cicloturismo, canoa, birdwatching, sci di fondo e sci alpino, solo per citarne alcune. Per tutte le informazione è possibile consultare il sito ufficiale del Parco.

immagine in evidenza : “Cascate delle tre cannelle” by bl3w is licensed under CC BY-NC-ND 2.0 

Martina Shalipour Jafari

Autore: Martina Shalipour Jafari

Il mio nome è Martina e sono una giovane giornalista italo-iraniana. La mia passione più grande è la lettura: Faletti, Tolkien, Austen e Orwell sono i miei pilastri. Nel tempo libero mi piace passeggiare ed occuparmi dei miei amici a quattro zampe.
Parco Nazionale d’Abruzzo, un tesoro naturalistico da vivere ultima modifica: 2019-11-15T09:00:22+01:00 da Martina Shalipour Jafari

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