ARTE STORIE

René Kérozen, la pittura, l’arte e l’italianità in Ciociaria

René Kérozen - Giovanne Ciociara

René Kérozen, francese di nascita, di Créteil, vicino Parigi, ma ciociaro d’origine; ad un certo punto della sua vita, ha iniziato a sentire un’attrazione fortissima verso le verdi colline ciociare.

René Kèrozen - Ciociare

I suoi nonni erano Gerardo Pellecchia e Maria Di Mambro, e quasi come un rabdomante, ha trovato nei pressi di Arpino, il luogo del suo esistere.

René Kerozen

René Kèrozen ha impiantato il suo studio ad Arpino, il luogo del cuore. La terra ciociara lo ispira, e lui la immortala verace, sublime su tele serpeggianti di colori, significati e sentimenti. Lungo è stato il percorso dell’artista immaginifico di Collecarino, che da ragazzo amava Matisse, Klimt, Van Gogh, Leonardo, De Pero, e che si nutriva di loro.

René Kérozen - foto di  Pane E Vino

René ha studiato disegno al liceo artistico sperimentale di Sèvres-Ville d’Avray e grafica alla Scuola Corvisart di Parigi. Kérozen ama giocare con le forme, le plasma vestendole di colori, dipingendo con stili diversi, con forme astratte, “i zigouigouis”, e usa sapientemente l’oro evocando Klimt.

René Kérozen - Universo da ascoltare secondo Kerozen

Egli porta con sé paesaggi, umanità; momenti del quotidiano, osservati durante le passeggiate nella natura intorno alla città di Cicerone. Ho voluto imprimere le sensazioni che ho provato quando sono venuto in questo bellissimo paese, come atto dovuto nei confronti di una realtà che mi ha dato tanto”.

La foglia d’oro di René Kérozen

Vediamo tele, talvolta grandi, che sovrastano di magnificenza il visitatore. Renè sente il palpito della Ciociaria, vivendo profondamente angoli antichi dei quartieri d’Arpino.

René Kérozen -  Uomo con figlia in oro

Il pittore li vede, immaginandoli, protagonisti delle contrade del Gonfalone; la grande festa folkloristica dell’estate. Cionondimeno, l’autore ha esposto le sue opere in molte città d’Italia, come Roma, Milano, Torino, Venezia, Vinci. Per lui l’italianità è qualcosa di mistico; qualcosa di carnale che nella sua vita doveva accadere. Vivere nella terra dei suoi avi più che una scelta, è stato un richiamo.

René Kérozen - Farfalla nel bosco

Si tratta di un cammino che lo guida anche verso ricerche più filosofiche o d’ispirazione spirituale. In più di trent’anni, Kérozen ha organizzato mostre personali anche in Francia, e ha partecipato a mostre collettive anche in Grecia, Scozia; ma anche nei Paesi Bassi e ovviamente in Italia, in particolare al Museo Ideale di Vinci in Toscana. Significativa anche l’esperienza nel Museo nazionale dell’automobile di Torino.

Pittura e metafisica

Kèrozen ha creato in Francia un’associazione per organizzare eventi culturali; lui un artista a tutto tondo, il pittore, l’essenza di se stesso, qualcosa che gli appartiene da sempre, fin da bambino. E poi l’italianità così sentita nel sangue, vissuta come un grande dono di Dio. Kèrozen si sente più d’ogni altra cosa davvero italiano, un po’ straniero in Francia, forse visto come straniero anche in Italia, eppure “italianissimo”. Prima d’approdare nei pressi di Arpino, tra panorami naturalistici meravigliosi, René non aveva mai dipinto immerso nella natura; ma calandosi come parte del tutto, lentamente iniziava a sentire sensazioni, emozioni.

René Kérozen - Kaki D'oro secondo lartista

Il creato che in qualche modo parlava, comunicava con lui con delle presenze. Attraverso la ricerca tra libri di esoterismo, e di metafisica, egli cercava delle risposte, alle sue domande. Credendo in una dimensione metafisica, e leggendo trovava ispirazione e tramutava in immagini ciò che trovava.

Collecarino

Kèrozen fa ritratti di chi ritiene speciale, lasciando così una traccia tangibile di queste persone. Deve passare come una “corrente”, tra il pittore arpinate di Collecarino, e il modello che ha davanti, e sovente, ritrae molte persone che conosce.

René Kérozen .  Albero della vita

Il ritratto è un pretesto per usare il colore; se è fatto bene, piace, e talvolta, negli altri, genera anche gelosia. René da giovane dipingeva la Madonna per stupire un po’, e in quell’epoca studiava l’affresco. L’incontro con la “doratura” è stato casuale, perché usava il foglio d’oro proprio per apprendere questa tecnica. Ma nel corso di icone, attraverso quella doratura, egli ha abbracciato in qualche modo il simbolo della luce divina. Oggi quelle sfumature dorate nella sua pittura sono sublimi, meraviglie che si posano su tela e che lo rappresentano moltissimo.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi. La scrittura è parte di me; amo la letteratura, esplorare i mutamenti del costume, la storia, lo sport, e l’arte. Mi piace visitare i musei, le mostre. Sono affascinata dall’inconoscibile e curiosa del mondo.
René Kérozen, la pittura, l’arte e l’italianità in Ciociaria ultima modifica: 2019-08-26T08:00:52+02:00 da Simona Aiuti

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