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San Valentino in Ciociaria, corteggiamento, amore e gelosia!

San valentino in ciociaria - Corteggiamento In Ciociaria

San Valentino in Ciociaria, un tempo non cadeva il 14 di febbraio, ma il significato era lo stesso. Il territorio ciociaro, fatto in gran parte di pastorizia, e agricoltura, ha sempre legato i suoi ritmi alla vendemmia e alla mietitura. Dopo tanto lavoro, le feste per il raccolto, o per il vino novello, erano un’ottima occasione per il corteggiamento.

San Valentino in Ciociaria - corteggiamento in campagna durante la mietitura

Nelle campagne e in ogni paese, non mancava la festa patronale, e anche in quest’occasione ci s’incontrava. Al suono dell’organetto, del tamburello o perché no, della fisarmonica, il ballo era un linguaggio con cui si “faceva l’amore”, in modo casto e “danzante”. San Valentino in Ciociaria anticamente era frizzante e pieno d’allegria.

Saltarello ciociaro, il San Valentino in Ciociaria

Un tempo, era impossibile avere un contatto fisico tra il ragazzo e la ragazza e come in altre culture, si suppliva con danze e balli. L’antico legame con la terra, il raccolto e i frutti del duro lavoro, erano esaltati dalle feste nell’aia, con musica di organetto e canti popolari. Festeggiare la mietitura o il raccolto, danzando attorno al fuoco, tra ammiccamenti e linguaggio non verbale, significava cercare di trovarsi “l’innamorata”.

San Valentino In Ciociaria- ragazzi che ballano

Tuttavia, non erano solo i giovanotti a corteggiare, ma anche le fanciulle cercavano di mettersi in mostra. Esisteva nelle campagne, il ballo delle “vizzoche”, una danza allegra e spensierata. In dialetto, le vizzoche erano le ragazze da marito, zitelle, che si mettevano in luce facendo le smorfiose, con la speranza di colpire il ragazzo preferito. Il saltarello si chiama anche ballarella, ma è più raro come termine. Ancora oggi, nelle feste, è suonato per far riposare i ballerini sfiniti!

Dagli etruschi ai giorni nostri

Il nome saltarello, deriva dal latino “saltatus”, appunto, ed è in assoluto il ballo ciociaro più conosciuto, anche se caduto un po’ in disuso; oggi esistono altre forme di corteggiamento. E’ possibile, tuttavia, vedere ancora oggi qualche esibizione di ballarella, nei raduni dei gruppi folkloristici ciociari, durante le manifestazioni che sono allestite di tanto in tanto. Alcuni studiosi accostano il saltarello alle raffigurazioni etrusche riguardo alle scene di danza raffigurate nelle pitture murali delle tombe di Tarquinia (Viterbo).

San Valentino In Ciociaria - dipinto raffigurante ciociari danzanti

Il saltarello inoltre è stato una danza ufficiale di corte nel XIV e XV secolo; probabilmente i maestri di ballo dell’epoca si sono davvero ispirati a una danza praticata in quel periodo dal popolo, e l’hanno quasi certamente riadattata. Nelle nostre zone, il saltarello era ballato da coppie che si disponevano in cerchio tenendosi per mano, percorrendo l’intera area di ballo; spesso nell’aia a piedi nudi e maniche di camicia arrotolate.

Corteggiamento e gelosia

Durante le feste in campagna, la ragazza lasciava intendere che “la porta era aperta”, talvolta a più di un pretendente. Il ragazzo più audace s’avvicinava ballando intorno alla fanciulla, sfiorandola ammiccando e saltando audacemente, e lei a sua volta provocava il pretendente mettendolo alla prova. Lanciando sguardi ad altri pretendenti, la ragazza allargava il cerchio e potevano nascere gare di resistenza in pista e talvolta scaramucce tra “galletti” in gara!

San Valentino In Ciociaria- danzatori folk che si ristorano dopo il saltarello

La danza diventava quindi un momento di coinvolgimento collettivo, chiaramente con connotazioni sensuali e liberatorie. Al suono dell’organetto e del tamburello danzavano un po’ tutti, ma poi restavano solo i danzatori più abili e solo allora si mettevano in mostra. Restavano poche coppie, in una danza che diventava una prova di corteggiamento e di resistenza. Il ritmo vivace e allegro dell’organetto coinvolgeva tutti, facendo “saltellare” le coppie, con tamburelli, mani sui fianchi e accompagnamento di battimani ritmici.

Tecniche antiche di corteggiamento del San Valentino in Ciociaria

Al corteggiamento, partecipavano i parenti seduti, che incitavano il ballo con fischi ritmici, e non mancavano le battute, talvolta piccanti. La danza diventava un momento di coinvolgimento collettivo, con esplicite ed evidenti caratteristiche sensuali, tra sguardi che erano promesse e sfioramenti rivelativi. Le ragazze lasciavano scendere la camiciola, rivelando bianche spalle nude e i seni liberi sussultavano per altre implicite promesse.

San Valentino In Ciociaria- danze antiche di corteggiamento

La gelosia poteva sollecitare l’orgoglio di più pretendenti, i quali se invogliati, oltre il “saltarello”, potevano aspettare la ragazza all’uscita della messa, oppure appostarsi e lanciare sassolini alla sua finestra. Alcuni molto audaci, si nascondevano dietro i cespugli, quando le ragazze accompagnavano le donne sposate a fare il bucato al fiume. In quelle occasioni, in estate, sicure di non essere viste, le donne si tiravano su le vesti ed erano più discinte. La biancheria intima non era in uso; non era raro poi che le ragazze dessero appuntamento ai corteggiatori.

Dal “concone” all’albero della cuccagna

Quando le ragazze andavano a stendere il bucato sui cespugli, ma in gran segreto, fugaci incontri non erano rari. Un’altra occasione di corteggiamento, era quando alcune ragazze andavano a ricamare dalle suore; nel tornare a casa nelle campagne, qualche ragazzo si offriva di riaccompagnarle e si scambiavano fugaci promesse. Andare con il “concone” di rame a prendere l’acqua o fare una piccola commissione, erano altre segrete opportunità. Anche nelle fiere il ragazzo corteggiava passeggiando davanti alla ragazza, mettendosi in mostra in gare di forza, come l’arrampicata all’albero della cuccagna; o seguendola, mentre passeggiava con le amiche.

San Valentino In Ciociaria - stampa antica di danze popolari

Tuttavia, soprattutto in estate, l’appuntamento più proficuo e propizio era sempre una delle feste intorno a un fuoco e al suono dell’organetto. Era nella danza, linguaggio corporeo ancestrale, che nascevano proposte sensuali che diventavano promesse tra sguardi maliziosi, che poco dicevano e tutto lasciavano intendere. San Valentino in Ciociaria era romanticismo e piccante allegria!

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi.
La scrittura è parte di me; amo la letteratura, esplorare i mutamenti del costume, la storia, lo sport, e l’arte. Mi piace visitare i musei, le mostre. Sono affascinata dall’inconoscibile e curiosa del mondo.

San Valentino in Ciociaria, corteggiamento, amore e gelosia! ultima modifica: 2019-02-14T09:00:00+02:00 da Simona Aiuti

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