CIBO TRADIZIONI

Brutti ma buoni e zuppa di fave per i morti, tradizioni e ricette

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I brutti ma buoni sono dei fantastici dolcetti, gustosi e molto apprezzati, preparati in moltissime varianti, ma tutte fantastiche! I brutti ma buoni possono essere impastati con mandorle tritate cui s’incorpora zucchero a velo. Sono molto facili da preparare e il segreto è la golosità.

Brutti ma buoni- dolci

Queste golose specialità ciociare, che comunque sono diffuse in tutto lo stivale, spesso vengono preparate per i morti. I brutti ma buoni sono impastati per lo più con nocciole, mandorle tritate, vaniglia, amalgamati con albumi montati a neve, e cotti in forno. Il nome deriva dalla forma pressoché irregolare, imprecisa e bernoccoluta ma, nonostante l’aspetto, si tratta di biscottini buonissimi. Oltre che per l’aspetto bitorzoluto, si caratterizzano per la consistenza friabile, morbidissima e leggera.

La storia dei brutti ma buoni e fave dei morti

I brutti ma buoni, hanno tra le varianti anche l’aggiunta di pistacchio, pinoli o altra frutta secca. Alcuni li preparano con sole mandorle dolci e amare, scorza di limone, chiare d’uovo montate, cotti prima in casseruola, e successivamente in forno adagiati sull’ostia. Vi consigliamo di provare questi biscottini con il vino cotto, o il vin santo, ma anche soli non deludono!

Brutti Ma Buoni- noci

Per chi volesse cimentarsi, consigliamo di prendere 200 g di mandorle sgusciate, 130 g di farina, 250 g di zucchero, e due noci di burro. Non dimenticate due uova, la scorza grattugiata di un limone, e un pizzico di cannella in polvere. Dopo aver macinato le mandorle, mescolatele con la farina, aggiungendo zucchero, cannella e la scorza di limone grattugiata. Aggiungete all’impasto il burro, incorporate le uova fino a ottenere un composto omogeneo. Dividete in modo irregolare la pasta e cuocete in forno preriscaldato a 180° per dodici minuti.

Fave dei morti e non solo

Questi dolcetti sono anche chiamati “fave dei morti”; in epoca romana le fave simboleggiavano le anime dei defunti che, secondo la leggenda, tra l’1 e il 2 novembre tornerebbero tra i vivi. Per questo è antica tradizione che le fave dolci siano sfornate per ricordare i propri cari scomparsiA novembre, è consuetudine consumare le “fave dei morti”, che secondo la tradizione, costituiscono un mezzo di comunicazione tra l’Ade e il mondo dei vivi.

brutti ma buoni

Alcuni spiegano l’accostamento col colore del fiore della fava, bianco maculato di nero. Nell’antichità si pensava che le fave fossero sede dell’anima dei morti. Dunque, mangiare le “fave dei morti” è una specie di comunione golosa coi trapassati. Secondo tradizione cristiana, il due novembre è il giorno di commemorazione dei morti, unendosi al 1°, festa di Ognissanti ha un che di “mistico”. Quella delle “fave dei morti” è una delle tradizioni più antiche della nostra terra.

Zuppa di fave per i morti

Esiste anche un’altra tradizione ciociara un po’ scomparsa legata alla “zuppa di fave”, che si mangiava con un po’ di pane rosso. In alcune zone, questo modesto pasto per molto tempo è stato elargito gratuitamente nel giorno dei morti. Un tempo lontano, alcuni cittadini tra le fasce più umili, si approssimavano dalle prime ore del mattino, facendo drappello, in attesa della zuppa.  Povera gente si univa timida con scodelle proprie per l’ambita zuppa di fave.

brutti ma buoni- ciotola

Per l’occasione, era come ricever un dono dai defunti, tornati a sfamare la povera gente.  Alcuni ancora conservano il ricordo di quei tempi andati; un gesto di devozione nei freddi giorni di novembre, ricordando coloro che non sono più tra noi. In Ciociaria, quando i cimiteri sembrano fiorire di colorati crisantemi, antiche tradizioni come queste, ispirano ricordi e spiritualità. Tali tradizioni, probabilmente sono da ricollegarsi ad antiche consuetudini praticate presso monasteri. Ricordi affiorano per chi si reca in visita al cimitero di Frosinone.

Simona Aiuti

Autore: Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, web editor e autrice di romanzi.
La scrittura è parte di me; amo la letteratura, esplorare i mutamenti del costume, la storia, lo sport, e l’arte. Mi piace visitare i musei, le mostre. Sono affascinata dall’inconoscibile e curiosa del mondo.

Brutti ma buoni e zuppa di fave per i morti, tradizioni e ricette ultima modifica: 2018-10-30T09:00:49+01:00 da Simona Aiuti
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