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Il laghetto di Maniano, in un’area antichissima di Frosinone

il laghetto di Maniano - Laghetto Di Maniano vosto da Frosinone

fonte: maniano.it

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Il laghetto di Maniano si trova in una zona in cui vi sono tracce tra le più antiche vestigia del territorio frusinate. Sembra che in epoca romana nell’area ci fosse la palestra dei veterani di Traiano; ne parla il Fontana in “Bellator Frusino”.

il laghetto di Maniano - Pescatore intento alla pesca

Non dimentichiamoci che parliamo di “Colle Marte”, dove fu rinvenuta appunto la statua del dio Marte che i gladiatori veneravano, e che ora si trova a Roma a villa Albani. Successivamente il laghetto è appartenuto alla chiesa; proprietà del vescovo di Veroli, quindi, quell’area o era territorio di Veroli, o incorporata alla sede vescovile di Frosinone. Nel 959 il laghetto fu ceduto in gestione a Console e Duca Loffredo Campagna.

Storia del Laghetto di Maniano

Facendo un bel balzo in avanti nella storia; esiste un documento della Delegazione Apostolica Frusinate del 1854; in cui riguardo il laghetto, denominato di Sant’Angelo, si fa riferimento a un permesso di pesca in contrada Maniano.

il laghetto di Maniano - Anguille

Il tempo, come sovente è accaduto a Frosinone, ha inghiottito buona parte della documentazione storica scomparsa. Tuttavia, molto è stato tramandato oralmente, e gli anziani ricordano di quando i contadini andavano al lago a lavare la “ramiccia”; la gramigna che avevano estirpato, per darla agli animali. Anche gli artigiani che impagliavano le sedie nel vicino rione “Giardino”, prendevano la paglia al laghetto di Maniano, ma anche la “rania” che galleggiava. Comunemente, il laghetto serviva moltissimo per l’irrigazione, e per gli animali, ma anche dalle donne della zona per lavare il bucato. Nei cosiddetti “cavatoni”, si pescavano le rane e anche i pesci che dal lago risalivano per i fossi.

Il laghetto di Maniano e la leggenda di Santa Caterina

Il lago era dunque molto importante per gli abitanti di Maniano e non solo! Si pescavano tinche, rovelle, e anche le anguille e si poteva comunemente non solo fare i tuffi, ma anche il bucato. Quella di Maniano è terra fertile e gli agricoltori, scavavano dei canali per irrigare le coltivazioni, aiutandosi con il “cucuccione”, una sorta di secchio. Tuttavia un’area antica come Maniano non poteva non avere la sua antica leggenda che racconta come sia nato il laghetto; la leggenda di Santa Caterina! Si narra che in un’epoca remota, dove ora c’è il lago, vi era un povero villaggio.

il laghetto di Maniano - Pesca di una tinca

Si dice che giunse un mendicante a cui nessuno voleva dare qualcosa per via della povertà. Il povero mendicante riuscì a ricevere del pane dalla vedova Caterina, che non aveva che quel tozzo di pane e una chioccia con i pulcini. L’uomo assetato infine le chiese anche del vino.

Colle Marte

La povera vecchia vedova, lo portò a vedere i suoi tini da tanto vuoti. Eppure, incredula, povera ma generosa, vide i tini traboccare vino. Caterina gli diede da bere, e dopo aver bevuto, il vecchio le disse: “seguimi senza girarti”! Camminarono insieme risalendo la collina verso la zona di Colle Marte.

il laghetto di Maniano - Chioccia con i pulcini

Arrivati in cima, il povero mendicante le disse: “ora girati”. Caterina si voltò sbalordita vedendo un lago dove prima c’era il povero villaggio, e una chioccia con i pulcini che nuotavano a pelo d’acqua. Quando la donna si voltò di nuovo, il mendicante era scomparso, e lei  salvata per la sua generosità. Caterina decise di stabilirsi sulla collina, in una grotta scavata nel tufo. Lassù, dove sappiamo che esistevano insediamenti romani, e dove c’è un boschetto, e i resti di una grotta crollata scavata nel tufo, che un tempo era chiamata “la grotta di Santa Caterina”.

Il laghetto di Maniano, in un’area antichissima di Frosinone ultima modifica: 2020-09-28T09:05:00+02:00 da Redazione
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