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EDIFICI STORICI STORIA

Palazzo Sora, un pezzo di Ciociaria nel cuore della Capitale

Palazzo Sora

In molti conoscono la città di Sora ma non tutti sanno che a Roma esiste Palazzo Sora. Edificato in una delle vie principali e più importanti della Capitale, la costruzione fa bella mostra di sé nonostante abbia subito una parziale demolizione. Databile al XV secolo, si deve la sua realizzazione al Conte di Lavagna, Ludovico Freschi. L’aspetto attuale differisce da quello originale. La facciata, infatti, in un primo momento presentava due torri laterali, distrutte sul finire dell’800 per favorire l’attuazione del piano regolatore approvato dal comune.

Palazzo Sora A Roma
Palazzo del Signore Duca di Sora nella Regione di Parione. Autore Giovan Battista Falda

Palazzo Sora in Corso Vittorio Emanuele II

Per ammirare Palazzo Sora basta passeggiare in Corso Vittorio Emanuele II che si snoda a partire da Piazza Venezia verso Via della Conciliazione. Ma qual è l’origine del suo nome? Pochi anni dopo la sua costruzione, Papa Gregorio XIII acquistò Palazzo Sora per suo figlio Giacomo, Duca di Sora. Originaria di Bologna, la famiglia Boncompagni si lega alla città di Sora e al castello di Isola del Liri dopo che il Papa ebbe acquistato il ducato nel 1580.

Papa Gregorio Xiii
Ritratto di Papa Gregorio XIII di Lavinia Fontana

Per oltre due secoli, Palazzo Sora fu al centro della vita e mondana di Roma, ospitando personalità e attività culturali di alto livello. È nel ‘700 che l’Accademia dei Quiriti trova spazio tra le sue mura. Nell’800 i suoi spazi furono adibiti a Caserma di cavalleria; nel 1889 avviene il passaggio allo Stato italiano prima della definitiva cessione al comune di Roma nel 1892.

Palazzo Sora e l’Accademia dei Quiriti

Tra i personaggi che ebbero modo di lasciare il proprio segno tra le mura di Palazzo Sora c’è Gian Vincenzo Gravina. Nato a Cosenza nel 1664 fu un importante giurista e letterato italiano. Appassionato anche di filosofia, si trasferì a Roma dopo aver ottenuto la cattedra di Leggi civili e Diritto canonico. Ma in realtà, in questa occasione, vogliamo ricordarlo per essere stato uno dei fondatori dell’Accademia dell’Arcadia, prima, e dei Quiriti, poi. L’Accademia dell’Arcadia venne fondata nel 1690. Lo scopo era di riformare i canoni poetici del tempo e liberarsi dal retaggio del Barocco e recuperare la tradizione classica. Ben presto all’interno del gruppo si creò una spaccatura tra chi seguiva Gravina e chi Crescimbeni. Il primo si rifaceva a Dante e Omero e credeva nella funzione civile della letteratura; il secondo aveva come riferimento Petrarca. Nel 1714 Gravina si scisse per fondare l’Accademia dei Quiriti di Palazzo Sora.

Palazzo Sora al giorno d’oggi

Nel 1882 a seguito dell’approvazione del nuovo piano regolatore che prevedeva la nascita di Corso Vittorio Emanuele II, Palazzo Sora subì delle modificazioni. L’edificio è stato ridotto di un terzo rispetto alle dimensioni originali. La facciata è stata demolita e ricostruita in maniera più arretrata per lasciare spazio al piano stradale. Della struttura originale sono sopravvissuti il portone principale e la facciata laterale sull’omonima via Sora.

Corso Vittorio Emanuele Ii 1
Corso Vittorio Emanuele II. Fonte: Lalupa licenza CC BY-SA 3.0

La facciata su Corso Vittorio presenta due piani e una sopraelevazione novecentesca. Al piano terra vi è un portale ad arco con architrave e dieci finestre con cornice ad arco ed inferriate con sottostanti finestrelle. Per i piani superiori, le finestre diventano undici ed hanno decorazioni differenti per ciascun livello. Il cortile interno presenta delle arcate nei lati lunghi e un’arcata tra due aperture rettangolari su quelli corti. Nell’ultimo secolo, Palazzo Sora ha cambiato ancora una volta la propria funzione d’uso ospitando vari istituti scolastici oltre ad ospitare eventi e manifestazioni culturali.Immagine di copertina:  Palazzo Sora a Roma.

Autore: Martina Shalipour Jafari

Palazzo Sora, un pezzo di Ciociaria nel cuore della Capitale ultima modifica: 2020-01-17T10:00:00+01:00 da Martina Shalipour Jafari
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