STORIA TRADIZIONI

Terra di lavoro, motore economico del meridione sino al 1860

Terra Di Lavoro Nel '700

Quella che conosciamo oggi come Provincia di Frosinone, o almeno parte di essa, un tempo era nota come Terra di Lavoro. Si tratta di una tradizione che affonda le sue radici nell’antica Roma, quando questa regione era conosciuta col termine Campi Leburini, poi Terra Laboris. Parliamo di un’area molto estesa che oggi coinvolge in parte tre province: quella di Napoli, Caserta e Frosinone.

Incontro Di Teano
Titolo opera: “Vittorio Emanuele II Incontro con Giuseppe Garibaldi a Teano”. Autore: Pietro Aldi (1852-1888). Affresco nella sala del Palazzo Pubblico di Siena

Finito sotto il controllo Longobardo attorno al 500 d.c, il territorio italiano fu riorganizzato e quest’area venne inglobata all’interno del Ducato di Benevento. Almeno fino al 1130, quando i Normanni costituirono delle nuove province. Quella della Terra di Lavoro andava da Napoli sino a Sora, inglobando i precedenti Ducati di Gaeta, Napoli e Capua. Parliamo di un’area fertile, grazie ai numerosi corsi d’acqua, che per diversi secoli ha costituito uno dei motori trainanti dell’economia del Regno di Napoli. Almeno fino all’Unità.

Terra di Lavoro e la lavorazione della lana

Grazie alle ricerche effettuate da Ferdinando Corradini, stimato studioso del frusinate, sappiamo molto sulla storia di questo territorio. Tra le maggiori produzioni figura quella della lana. Protagonisti del suo sviluppo industriale furono Antonio I Boncompagni-Ludovisi, Duca di Sora ed i regnati borbonici che nei secoli si sono succeduti. Nacque il triangolo industriale formato da Arpino, Isola Liri e Sora. Per trasportare i prodotti finiti, re Ferdinando IV di Napoli, sul finire del ‘700, decise di far costruire la prima via di comunicazione che da Sora giungeva sino a Napoli. Grazie alle innovazioni la lavorazione non venne più effettuata a mano e questo permise l’apertura di numerosi opifici. La produzione e l’occupazione crebbero enormemente, anche grazie al protezionismo voluto dal governo napoletano.

Produzione della carta della Terra di Lavoro

In maniera quasi speculare ma con tempi diversi, si ebbe lo sviluppo cartario. Le prime tracce si hanno nel ‘500 ma è agli inizi dell’800 che il fenomeno divenne rilevante. Come per la lana, fu l’abbondante presenza di corsi d’acqua a favorire la nascita dell’industria della carta.

A quel tempo la materia prima per la sua produzione erano gli stracci e grazie ai forti investimenti di privati, anche stranieri, si arrivò a volumi produttivi elevati. Quasi ottantamila quintali di carta all’anno. E si trattava di carta di qualità esportata in Europa: Inghilterra, Germania e Francia, per citarne alcune. La carta prodotta nella Terra di Lavoro era utilizzata dal Times per il proprio giornale.

Le conseguenze dell’Unità d’Italia

Con il plebiscito del 21 ottobre 1860, si rese ufficiale l’annessione al Regno di Sardegna. Un voto che, in realtà, vide la partecipazione di una esigua porzione di popolazione, tanto da far gridare allo scandalo. Ciò, ci ricorda ancora Corradini, segnò la fine per la Terra di Lavoro. Il passaggio repentino da una logica protezionistica al sistema di tassazione piemontese, senza un periodo di transizione, mise in ginocchio le attività produttive. A nulla servirono gli interventi in Parlamento dei fratelli Polsinelli, allora tra i maggiori produttori di lana.

Palazzo Carignano Torino
Palazzo Carignano a Torino, sede del Parlamento nel 1861. Foto di Antonino Fleres da Pixabay

In pochi anni l’intero sistema fu messo in ginocchio; le fabbriche chiusero, gli operai licenziati. È in questo periodo, sul finire dell’ottocento, e in conseguenza anche a questi eventi che nascono due tra i principali fenomeni del meridione: il brigantaggio da un lato, l’immigrazione dall’altro.

Epilogo

La produzione della lana si spostò in Piemonte, quella della carta riuscì a resistere fino al secondo dopoguerra, quando ormai la Terra di Lavoro non esisteva più. Per quanto ci riguarda, al suo posto era nata la Provincia di Frosinone. Un percorso storico-culturale di spessore, quello che ha coinvolto il nostro territorio, che è ricco di personaggi, episodi e tanto lavoro. Noi abbiamo provato a ripercorrerne le tappe più importanti ma si tratta di un tema che meriterebbe di essere approfondito.

Immagine di copertina: Terra di Lavoro nel ‘700. Opera originale di Antonio Magini, 1620. Caricato su Commons da Utente: Nicola Romani

Martina Shalipour Jafari

Autore: Martina Shalipour Jafari

Il mio nome è Martina e sono una giovane giornalista italo-iraniana. La mia passione più grande è la lettura: Faletti, Tolkien, Austen e Orwell sono i miei pilastri. Nel tempo libero mi piace passeggiare ed occuparmi dei miei amici a quattro zampe.
Terra di lavoro, motore economico del meridione sino al 1860 ultima modifica: 2019-12-02T09:00:00+01:00 da Martina Shalipour Jafari

Commenti

To Top